Una breve pausa notturna, prima del sonno, prima del sogno, dopo la quotidianità.
Inauguro così questa nuova categoria che spero di riuscire ad alimentare nel migliore dei modi: poesia, testi e pensieri personali che vanno oltre il diario, mero resoconto della giornata trascorsa.
Devono risultare solo i momenti da fissare, gli attimi che danno il contorno a qualcosa di profondo e che suscitino emozioni.
Quegli attimi che troppo spesso si vivono, passano e vanno, senza sembrare incisivi ma che verranno a galla a distanza di anni con la forza di un oceano in tempesta, tanto forti che sembrerà di averli appena vissuti.
Proprio ad uno di quegli attimi vissuti è legato il primo intervento dei parole di notte“.
Mi è tornato in mente in questi giorni il momento che si viveva a scuola, al liceo, nelle svariate pause per la sigaretta durante le lezioni o all’intervallo.
Ci si trovava in bagno con i fedelissimi, quelli che condividevano sempre quella sacrosanta pausa, e ci si disponeva in cerchio, solitamente eravamo almeno in 3 o 4, io, Seba e Chicco o Sempio. Delle volte si aggiungeva anche qualcuno di altre classi per vivere con noi quel ritrovo filosofico. Si guardavano le piastrelle rosse del pavimento e ci si appoggiava prima su una gamba e poi sull’altra, dondolando. Una mano nella tasca e l’altra a tenere la sigaretta e la frase che dava il via alla disquisizione era “Quest’anno mi segano!” riferendosi al proprio rendimento scolastico. E di solito il giro si completava con un “Anche a me…” pronunciato da tutti i membri del clan. Quindi si dava spazio alle autogiustificazioni e all’incoraggiamento “mi basta alzare il voto di questo, quello e quell’altro e magari ce la faccio” senza considerare che di solito l’elenco delle materie le comprendeva tutte, tranne educazione fisica e religione in cui tutti andavamo piuttosto bene.
Ma alla fine ce l’abbiamo sempre fatta tutti, con un pizzico d’impegno, con un po’ di fortuna o con una grande faccia tosta ce la siamo cavata, nessuno è mai stato segato e, anzi, alcuni hanno ottenuto anche ottimi risultati nel loro proseguio universitario.
Quegli attimi, tutti insieme, tutti giovani e disgraziati sembravano tempo sottratto alle lezioni e tempo perso e probabilmente è vero, ma costituiscono uno di quei ricordi che al momento era insignificante ed ora diventa un punto fisso nel passato, qualcosa a cui pensare con un velo di nostalgia e col sorriso sulle labbra.
Ma di quanti ricordi è fatta una vita?
Mi piace questa categoria…
I ricordi della scuola sono i più numerosi e intensi che io abbia della mia adolescenza, non li baratterei per niente al mondo…
Sono unici..
Bacioni