Parole di notte

Pier
27 mar 2008

Parole di notte scuola Ricordi Parole di notte Nostalgia Liceo Una breve pausa notturna, prima del sonno, prima del sogno, dopo la quotidianità.


Inauguro così questa nuova categoria che spero di riuscire ad alimentare nel migliore dei modi: poesia, testi e pensieri personali che vanno oltre il diario, mero resoconto della giornata trascorsa.
Devono risultare solo i momenti da fissare, gli attimi che danno il contorno a qualcosa di profondo e che suscitino emozioni.
Quegli attimi che troppo spesso si vivono, passano e vanno, senza sembrare incisivi ma che verranno a galla a distanza di anni con la forza di un oceano in tempesta, tanto forti che sembrerà di averli appena vissuti.

Proprio ad uno di quegli attimi vissuti è legato il primo intervento dei parole di notte“.
Mi è tornato in mente in questi giorni il momento che si viveva a scuola, al liceo, nelle svariate pause per la sigaretta durante le lezioni o all’intervallo.
Ci si trovava in bagno con i fedelissimi, quelli che condividevano sempre quella sacrosanta pausa, e ci si disponeva in cerchio, solitamente eravamo almeno in 3 o 4, io, Seba e Chicco o Sempio. Delle volte si aggiungeva anche qualcuno di altre classi per vivere con noi quel ritrovo filosofico. Si guardavano le piastrelle rosse del pavimento e ci si appoggiava prima su una gamba e poi sull’altra, dondolando. Una mano nella tasca e l’altra a tenere la sigaretta e la frase che dava il via alla disquisizione era “Quest’anno mi segano!” riferendosi al proprio rendimento scolastico. E di solito il giro si completava con un “Anche a me…” pronunciato da tutti i membri del clan. Quindi si dava spazio alle autogiustificazioni e all’incoraggiamento “mi basta alzare il voto di questo, quello e quell’altro e magari ce la faccio” senza considerare che di solito l’elenco delle materie le comprendeva tutte, tranne educazione fisica e religione in cui tutti andavamo piuttosto bene.
Ma alla fine ce l’abbiamo sempre fatta tutti, con un pizzico d’impegno, con un po’ di fortuna o con una grande faccia tosta ce la siamo cavata, nessuno è mai stato segato e, anzi, alcuni hanno ottenuto anche ottimi risultati nel loro proseguio universitario.

Quegli attimi, tutti insieme, tutti giovani e disgraziati sembravano tempo sottratto alle lezioni e tempo perso e probabilmente è vero, ma costituiscono uno di quei ricordi che al momento era insignificante ed ora diventa un punto fisso nel passato, qualcosa a cui pensare con un velo di nostalgia e col sorriso sulle labbra.

Ma di quanti ricordi è fatta una vita?

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1 Commento

  1. Mi piace questa categoria…
    I ricordi della scuola sono i più numerosi e intensi che io abbia della mia adolescenza, non li baratterei per niente al mondo…
    Sono unici..
    Bacioni

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