Guardando il contatore delle visite questa sera mi sono accorto che siamo arrivati a quota 3000 e sono sempre più soddisfatto del numero di visitatori che passano da queste parti. Questi traguardi sono come un compleanno perchè sono punti fermi per cercare di migliorarmi e, se possibile, coinvolgere ancora più persone a lasciare un segno del loro passaggio.
E’ una richiesta velata perchè ormai sto perdendo le speranze di leggere qualcosa di qualche nuovo visitatore anche se non è certo quello lo scopo principale per cui ho aperto il blog. Non scrivo per gli altri, scrivo per me, fin da quando ero piccolo sognavo di avere un diario personale in cui scrivere tutti i miei pensieri, le cose che mi passavano per la testa, ma non ho mai avuto abbastanza costanza per tenerlo aggiornato. Dopo i primi giorni in cui, carico d’entusiasmo, riempivo pagine su pagine, i contenuti andavano un po’ calando fino a dimenticarmi del diario, della sua esistenza e arrivando addirittura a perderlo tra cassetti e ripiani di casa. Il blog invece mi rende la vita più semplice perchè, essendo praticamente sempre davanti al pc, basta un attimo, un click, per arrivare alla mia pagina e riempirla. Qualcosa da scrivere lo trovo sempre, un pensiero, la recensione di un film, il testo di una canzone che mi piace.
Questo mese la parola più utilizzata per giungere su questo “diario” è stata “amore” anche se mi sembra di aver parlato proprio poco d’amore e dell’amore che però ritengo sia uno dei cardini del mio essere.
Amore.
E’ decisamente il motore più infallibile per chi decide di mettersi in viaggio. Si gira la chiave, un paio di colpi d’acceleratore, si ingrana la marcia e si parte. Si vive.
Amore.
Oggi l’amore ha perso un bel po’ del suo valore, un amore quasi mai colpevole se non di finire nelle mani di gente senza scrupoli che lo utilizza, lo nomina per raggiungere i propri traguardi dimenticando, molto spesso, il peso che ha questa parola. Viene ridimensionato, stretto, rinchiuso in 160 caratteri pieni di k e di abbreviazioni, in anonime chat in cui viene tirato in ballo senza nemmeno sapere chi ci sia dall’altra parte, eppure si parla d’amore.
Si brucia così una delle parole più belle che si potessero inventare.
Che poi l’amore non necessariamente dev’essere rivolto ad una persona del sesso opposto rispetto a noi anche se, al giorno d’oggi, parlare d’amore riferendosi ad un amico viene troppo spesso frainteso.
La sublimità dell’amore viene meno, amore diventa il mezzo e non il fine verso cui deve tendere l’anima e lo spirito.
Basta poco per far vivere l’amore. Uno sguardo, un abbraccio, un sorriso.
Non lasciamo che la fiamma si spenga.
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