Pubblicità precaria

Pier
27 mag 2008

Sono capitato in questi giorni su un blog di una tipa che si dichiara disperata perchè è senza un lavoro stabile ma gira a destra e sinistra con contratti temporanei e a progetto con uno stipendio, a suo dire, da fame.
Ora ovviamente non riporto il link del suo blog perchè non voglio farle pubblicità oltre a quanta se ne sia già fatta da sola ma voglio solo fermarmi a riflettere su quanto possa essere ipocrita la gente.

Questa ragazza ha scritto e vende il suo libro sul precariato, lo vende regolarmente nelle librerie e sul web quindi qualche introito ce l’ha perchè, a quanto ne so, l’autore prende circa il 10% del prezzo di copertina e sapendo che questa ragazza è stata intervistata da tutte le radio, le tv e i giornali, tutti i mass media hanno pubblicizzato l’uscita del suo libro, ne convengo che non abbia venduto solo 5 copie. Quindi va in giro a dichiararsi disperata ma un lavoro ce l’ha, è una scrittrice.

Il primo post d’apertura del suo blog è una provocazione: “Concederò una notte di sesso a chi mi darà un lavoro a tempo indeterminato per 1200 euro al mese”.
Analizziamo questa pseudo provocazione. Io dovrei darle 1200 euro al mese per un contratto a tempo indeterminato per andare a letto con lei. Va bene, forse se fosse una modella potrei anche starci altrimenti con 20 euro vado con una prostituta qualsiasi che non si fa pubblicità su internet e ci vado per 60 volte in un mese.
E di sicuro la prostituta ci saprà fare molto più di lei anche se in fondo sono concorrenti.
Potrei però assumerla, portarla a letto alla firma del contratto e poi qualche giorno dopo licenziarla per un motivo qualsiasi. A questo aspetto la ragazza non ha pensato ma evidentemente la sua mente limitata vede solo in una direzione.

Facciamo anche un’altra analisi. In Italia c’è molta gente che sa scrivere, sa scrivere bene eppure non riesce a pubblicare un proprio libro perchè gli mancano i fondi per farlo. Non è che siamo nati tutti Dan Brown o Ken Follett che quando scriviamo abbiamo già l’editore col tappeto rosso ad accoglierci. Molte volte se vogliamo pubblicare un libro, almeno il primo, dobbiamo farlo a nostre spese. Questa ragazza invece ha avuto la fortuna che qualcuno sia capitato sul suo blog (probabilmente cercando la parola sesso) e le abbia offerto quest’opportunità: quindi pubblicità, stampa e diffusione del libro GRATUITE.

Leggendo qua e là nel suo blog si trovano commenti di lettori e lettrici che le danno corda, l’appoggiano e la sostengono senza però rendersi conto che sta prendendo in giro tutti.
C’è gente senza lavoro, gente che non sa come arrivare a fine mese e che non sa come mantenersi che non ha tempo di scrivere cazzate di sinistra sul proprio blog sapendo di essere letta e di essere ben pubblicizzata. E’ come quando Veltroni andava in giro a promettere stipendi fissi per i precari, ergendosi a difensore dei diritti dei lavoratori quando lui era ben “protetto” da una sostanziosa pensione da fannullone, come quando D’Alema parlava a nome dei lavoratori e poi si rinchiudeva nel suo yacht da 40 metri e tutti i poveracci ad acclamarlo, pensando che se uno come lui (o come l’altro) erano arrivati a quel livello potevano farcela anche loro, senza rendersi conto però che la barca, la casa, la villa, l’auto e tutto il resto glieli stavano pagando loro, tutti i poveracci con lo stipendio minimo e il lavoro precario.

Chissà però come mai tanta gente senza lavoro stabile si sia sistemata con un po’ di coraggio e di orgoglio, mettendo da parte qualche misero euro e aprendo una piccola attività in proprio. Non navigheranno certo nell’oro ma ora di sicuro non stanno a piangersi addosso sperando di raccogliere ancora più consensi, pubblicità e vendite. C’è chi tira la cinghia e chi invece scrive di tirarla sperando, con qualche parola, qualche frase, qualche provocazione, di riuscire a convincere altri precari a dare 9 euro dei loro risparmi ad una che sta seduta dietro una scrivania con un computer e, tra una sigaretta e l’altra, scrive qualche frase d’effetto.

Sei fortunata, cara ragazza, che ci sia ancora gente che ti da retta. E ha ragione chi dice che non è il lavoro che manca, è la voglia di lavorare che non c’è.
Io non sono messo meglio di te, ho un lavoro, è vero, ma lo stipendio che entra nelle mie tasche è di 1/3 rispetto a quello che chiedi. E quando voglio togliermi una soddisfazione, una voglia, non mi vergogno a cercare qualche lavoro extra, che sia cameriere o spazzacamino non importa. Conta aver voglia di lavorare.
Non ho scritto libri per questo e se guardassi il mio blog non troverai interventi in cui chiedo carità o pietà.

Le alternative sono due: o mi devo svegliare ed essere più furbo io…oppure sei un po’ troppo falsa tu.

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