Ricordi random

Pier
30 mag 2008

Vengono a galla in maniera del tutto casuale, senza un senso logico, come le bolle che salgono nell’acqua.

Quando ero piccolo il giovedì era il giorno del bagno e d’inverno mia mamma metteva una stufetta elettrica aggiuntiva nel bagno in modo che non prendessi freddo. Non so che fine abbia fatto quella stufetta ma ogni volta che ci penso mi sale un po’ di malinconia.

L’album delle figurine dei mondiali Mexico 86, uno dei due album che sono riuscito a completare e che guardavo come una reliquia, poi sparito, forse rubato.

La mia BMX blu, compagna di innumerevoli cadute.

La prima sigaretta, rubata a mia mamma, una Futura, fumata nel “campetto” insieme a Luca.

Il mercatino degli oggetti usati, improvvisata sul muretto di recinzione del palazzo in cui abitavo. Tante cose inutili soprattutto per chi doveva comprarle.

Il Commodore 64 con i giochi in cassetta e il registratore, con il counter che andava sistemato ogni volta che si voleva caricare un determinato gioco, “un po’ più avanti…un po’ più indietro”.

La scatoletta che conteneva il mio primo dentino caduto, tenuta per anni sul mobile in bagno.

La “Gommina Simmons”, il primo gel che abbia mai usato perchè la pubblicità era davvero convincente.

La pallamano, il primo sport che abbia praticato molto seriamente e che avrebbe potuto darmi soddisfazione. Ero il numero 10 (in onore a Baggio) e giocavo come terzino. Ero considerato “la punta di diamante” della squadra dal mio allenatore e a quanto pare lo ero davvero. Il mio sostituto, che ha preso qualche insegnamento anche da me, ha giocato (e forse gioca ancora) in nazionale. Poi per via del mio carattere ho mollato per dissidi con l’allenatore e ogni tanto mi torna in mente anche quell’opportunità che mi era stata concessa.

Il pagliaccio con il naso a lampadina che avevo quando ero piccolo, per non dormire con la camera buia. Ogni volta che si bruciava la lampadina ne mettevo una di colore diverso ma il rosso era quello che mi angosciava di più.

Teddy, il primo peluche che mi è stato regalato a cui ero legatissimo da piccolo. Lo mettevo nel letto insieme a me, con la testa al centro del cuscino in modo che potesse stare comodo ed io restavo nell’angolo per non disturbarlo. Se non veniva nel letto con me non riuscivo a dormire.
Era bellissimo, aveva la camicia da notte rossa e la cuffia in testa. Forse è ancora da qualche parte in cantina. Dimenticato.

Il primo pesce pescato nel naviglio di fronte a casa, un alborella che ho messo in una specie di boccia con l’adesivo “Saetta”, il nome che avevo scelto per lei. E’ durata un giorno.

Il casco del motorino dipinto a mano con i colori della fascia di capitano di Baggio e gli ideogrammi cinesi della scuola buddhista.

La volontà mai portata avanti di convertirmi al Buddhismo.

Ce ne sarebbero tantissimi altri ma al momento non vengono a galla. Li racconterò non appena li ricorderò in modo più definito. Per ora mi fermo a questi e con il fardello della nostalgia vado a dormire.
Buonanotte a tutti.

Articoli molto simili

Lascia la tua opinione

Powered by Maribol IMDB Plugin