Parole di notte

Pier
29 giu 2008

E’ stata una giornata intensa come non accadeva da un po’, piena di cose da fare. Cominciando da questa mattina quando sono andato prima dal concessionario per lo scooter, poi a far vedere lo scooter a casa del venditore e a concludere quello che per me è stato davvero un affare, non perchè abbia guadagnato qualcosa ma perchè mi sono liberato di un peso. Poi il bagno ai cani nel pomeriggio, con doccia a me annessa perchè lavare i cani comporta anche una doccia per chi li lava, quindi doppia doccia. Stasera in pizzeria dalle 19 alle 23 e finalmente un paio d’ore di puro relax in piazza con gli amici a dire quattro cazzate, il momento più bello in assoluto di tutta la giornata: tranquilli, seduti sulle sedie del bar a ridere e scherzare in totale rilassamento, senza pensieri e problemi. Dovrebbero esserci più momenti così anche durante la settimana per far scivolare via le ansie, lo stress e tutti i pensieri. Incontrare quattro amici al bar (senza riferimenti all’omonima canzone) è un toccasana per il morale. Che poi due di loro domani (oggi) partano per 7 giorni a godersi le vacanze in Madagascar e facciano venire il nervoso dell’invidia poco importa. Beati loro, li invidio ma sono contento che si possano rilassare un po’ in barba a chi resta qui a lavorare ancora per un mese, me compreso.
Stasera, mentre sorseggiavo un the freddo, sentivo discorsi su qualcuno che ha avuto il coraggio di mollare tutto e iniziare un’avventura all’estero, non so esattamente dove, ricominciando un lavoro, costruendosi un giro d’amicizie e una famiglia lontano da “casa”.
Ci vuole tanto, molto coraggio, è vero ma è una cosa che vorrei fare anch’io in un futuro prossimo. Quando, spero il più tardi possibile, non avrò più nessun legame qui. Prendere e andare, lontano, ricominciare a vivere partendo da zero. E’ difficile, soprattutto se si va in un luogo in cui non si conosce la lingua, le tradizioni, i modi però è anche una bella scommessa, una prova che permette di confrontarsi con sè stessi, misurando le proprie capacità e possibilità, mettendo a nudo tutti i propri limiti. Perchè qui uno può restare a galla, bene o male qualcosa si trova mentre andando in un paese straniero, nuovo, non ci sono molte alternative: o nuoti o affoghi.
Io che ho nella timidezza il mio tallone d’achille vorrei essere capace di intraprendere una vita così, mollare tutto e andare, sfatare il mito che “partire è un po’ morire” e dimostrare che può succedere che, per chi ora sopravvive, partire possa significare iniziare a vivere.

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1 Commento

  1. carmen

    ciao.volevo solo salutarti…e farti gli auguri di buon onomastico,anche se con ritardo.
    un abbraccio.

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