Parlando a pranzo, ieri, con tutta la famiglia riunita, siamo andati sul discorso dei personaggi celebri che abbiamo conosciuto nella nostra vita ciascuno ha elencato i propri: mio padre i suoi, mia madre i suoi, mia sorella i suoi e al mio turno mi sono accorto che la mia lista non è molto ricca anche se posso dire di aver stretto la mano e abbracciato uno dei miei personaggi preferiti, l’idolo: Roberto Baggio.
Era l’estate del 1995 e mia sorella era andata a cena in un ristorante abbastanza famoso nella zona anche se piuttosto distante da Vigevano. Verso le 21 mi telefona e mi dice “Pier, sono da ….. a cena, sai chi c’è qui? Siediti prima che te lo dica…”
Suspance.
“C’è Baggio! Fatti portare subito dal papà!”
Riaggancio il telefono, corro da mio padre e gli chiedo di portarmi, assolutamente, a quel ristorante per vedere Baggio. C’erano quella sera anche due amici dei miei, marito e moglie, e il marito si alza prontamente e si offre di portarmi. Partiamo, io, mio padre e lui alla guida e in circa mezz’ora arriviamo al ristorante.
Parcheggiata fuori, davanti all’ingresso principale, una Mercedes lunga 1 chilometro targata Vicenza e appena la vedo mi vengono i brividi.
Entriamo e sulla parete di fronte c’è tutta una serie di foto dedicate a Baggio. Mi fermo ad ammirarle prima di rivolgermi al titolare per sapere se fosse stato possibile avere un autografo da Roby.
Lui, nemmeno molto gentilmente, mi risponde che Roby è nella saletta privata, sta cenando e non può essere disturbato. Mio padre interviene educatamente, spiegando che veniamo da Vigevano apposta per l’autografo ma il titolare non si smuove e quando interviene l’amico di mio padre, che all’epoca era giornalista per l’Ansa, le cose peggiorano e praticamente siamo invitati ad uscire. Ce ne andiamo ed io sono malinconico come può esserlo solo un quindicenne con il proprio idolo a due metri e non può nè vederlo nè toccarlo.
Giriamo l’angolo per tornare alla macchina e, guardando la finestra, Roby è lì, al davanzale, appoggiato di spalle che parla con qualcuno. Impallidisco e non riesco nemmeno a muovere un muscolo nè tantomeno a dire una parola. Mia sorella ci raggiunge, mi vede bianco come un cadavere e guarda nella stessa direzione in cui guardo io, lo vede e con molta faccia tosta si avvicina alla finestra e gli chiede se possa firmarmi un autografo. Lui, sorridendo risponde “Certo, non c’è nessun problema, vieni dentro.”
Le sue parole risuonano alle mie orecchie come musica celestiale, come le campane di un giorno di festa. Rientro di corsa e il titolare (faccia di merda) mi accoglie a braccia aperte dicendomi “Guarda che Baggio non dice mai di no!”
Sorvoliamo sui commenti.
Vado nel retro e me lo vedo lì davanti, meraviglia delle meraviglie, splendore splendido, magica magia. Mi chiede come mi chiami e rispondo a stento, imbambolato a guardarlo e lui mi firma una foto su cui ci sono lui e Peruzzi che tengono il pallone d’oro vinto da Baggio due anni prima.
Lo abbraccio forte, quasi piangendo e ricordo che l’unica frase di senso compiuto che sia riuscito a dirgli sia stata “Vero che non andrai al Milan?”
Lui mi dà una pacca sulla spalla e risponde “Ehhhh…”
Per tutto il viaggio di ritorno sono stato a guardare e riguardare quella foto, rapito dalla magia di quell’attimo che ricordo come fosse ieri e che per sempre conserverò dentro di me.
Il giorno dopo, leggendo la Gazzetta, in prima pagina il titolo è a caratteri cubitali:”E’ ufficiale, Baggio al Milan!”
Ho pianto per tutto il giorno perchè per Roby il sentimento non è solo di ammirazione e stima, è l’unico calciatore che fin ora mi abbia suscitato un vero e proprio amore seppur lo conosca solo attraverso tv, radio e giornali. Un abbraccio c’è stato, è vero, ma la firma sulla foto “con amicizia” purtroppo è di rito. Magari Baggio fosse davvero mio amico quanto io lo sia per lui. Il mio mondo sarebbe sicuramente più bello.
Altri personaggi famosi che ho visto e con cui ho parlato non meritano tanta considerazione (proprio per il “mordi e fuggi), elenco quelli che ricordo giusto per dovere di cronaca più che per qualcosa che mi abbiano lasciato dentro: Collina, Nucini, Saccani, Bolognino, Jerry Calà, Cristiano Zanetti, Nicola Ventola, Kartika (gran bel pezzo di ragazza), Marzullo, Weah, Pancaro, Minotti, Gianfranco Fini, Aldo e Giovanni (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo), Staffelli, Gimmy Ghione, Roberto (Baffo) da Crema, Marco Bellavia, Gabibbo, Beppe Quintale, Franco Oppini, Syusy Blady, Alberto Sordi, Fabio Capello, Gianluca Pessotto, Fabrizio Miccoli, Ciro Ferrara, Nicola Legrottaglie, Max Novaresi, Marco Balestri…
…e poi qualcun altro che sicuramente dimentico.
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