Bang! Bang! Bang!
Tre colpi e non ci pensiamo più, il cervo cade, morto e la città è salva.
Come se si trattasse di un personaggio dei fumetti, il terribile cervo cattivo che terrorizza i passanti, la cui sagoma rende insicura una città.
Invece il cervo in questione, una bestia di 100 chili, era arrivato in città per scappare da un temporale che lo aveva spaventato ed era arrivato anche ferito ad un occhio, probabilmente da un bracconiere. Perso, intimorito, ha cercato di farsi largo tra la gente con le corna, l’unico mezzo a sua disposizione per cercare di aprirsi una strada e salvarsi.
Ma gli impavidi poliziotti, vigili urbani e vigili del fuoco non hanno perso tempo, l’hanno inseguito a sirene spiegate, l’hanno circondato, hanno fatto evacuare la zona e poi non ci hanno pensato troppo, tre colpi e via.
Ma era proprio necessario? Dopo essere stato circondato e messo in condizione di non nuocere, a cosa serviva sparargli e abbatterlo? Un sonnifero non sarebbe bastato?
E soprattutto, perchè non si comportano così, questi coraggiosi tutori della legge, di fronte a veri e propri criminali? Tre colpi ciascuno e via, le carceri sarebbero meno affollate e la gente ci penserebbe due volte prima di commettere qualche atto criminale.
Un cervo in fondo non può difendersi più di tanto, era solo perso e spaventato, che male avrà mai fatto? Va bene, avrà ferito qualcuno, ma se non si abbatte un criminale che ammazza, uccide, violenta…perchè accanirsi su un animale?
La gente continuo a capirla sempre meno. E ancora una volta siamo più animali e bestie noi degli animali veri.
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