Detassare i premi olimpici

Pier
14 ago 2008

«Noi non siamo come i calciatori, i nostri guadagni non sono stratosferici: sarebbe giusto detassare i premi per le medaglie olimpiche, e non versarne la metà»

Queste le parole di Valentina Vezzali e di Francesco D’Aniello, freschi di medaglia d’oro nelle olimpiadi di Pechino. A tutti i medagliati un premio che va da 140.000 euro per l’oro, 75.000 per l’argento e 50.000 per il bronzo.

«La medaglia olimpica arriva una volta ogni quattro anni e con lei anche il premio in denaro: io di tasse ne pago tante, non chiedo privilegi.»

A sentire queste parole viene un po’ di nervoso perchè oltretutto pare che la richiesta venga accolta o meglio, il premio sarà tassato ma la cifra sarà raddoppiata.
Benissimo, e allora perchè non si tolgono le tasse anche ai normali lavoratori che con il loro impiego devono vivere giorno dopo giorno e mantenere la famiglia?
Ai lavoratori invece lo stipendio si può tranquillamente tassare tanto guadagnano talmente tanto e non hanno problemi ad arrivare a fine mese che togliere quasi la metà della cifra mensile o annuale non fa alcuna differenza.
Fa sorridere, ma sarcasticamente, questo modo di ragionare e soprattutto fa sorridere che venga dato ascolto a quest’appello. Noi sono anni che facciamo l’appello per abbassare (non cancellare) le tasse e ogni volta, ogni governo ci prende per il culo promettendo una cosa e facendo puntualmente il contrario.
A me che questi 4 stronzi tengano alto il nome dell’Italia nello sport me ne frega ben poco se ogni volta devo fare i conti per vedere come star dentro nelle spese senza sforare troppo. E sapere che questi prendano dei soldi per fare un gioco, perchè per quanta fatica possano metterci sempre di gioco si tratta, e vogliano anche che la cifra sia “pulita” fa veramente girare un po’ le balle.

Ma come sempre succede, alla fine il popolo, quello che fa numero ma che non conta un cazzo, deve subire.

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