Autunno

Pier
23 set 2008

L’autunno ha spalancato le fauci in uno sbadiglio di risveglio e ci ha inghiottiti a sorpresa, avvolgendoci nelle pieghe del suo abito migliore, quello che sa ancora d’estate ma che estate non è.
Le foglie sugli alberi hanno ancora il loro intatto colorito verde, come nei giorni di luglio e agosto ma sono meno ansanti perchè non fa più caldo, i colori del cielo sono cambiati, la luce è più fredda e il freddo si sente anche sulla pelle, ancora poco abituata a questo repentino cambio di temperatura.
E’ tempo di giubbotti, di maglioncini di cotone e, per i più fragili, di magliettine della salute per schivare le insidie dei primi abbassamenti della colonnina di mercurio.

Oggi ho aperto la finestra in ufficio per respirare un po’ dell’autunno che inizia a farsi sentire più che vedere con l’aria fresca e con i profumi che iniziano a cambiare, tendendo all’umido.

Mi piace l’autunno, mi piace però l’autunno di fine ottobre/primi di novembre con le foglie ingiallite che tappezzano cortili, marciapiedi e strade, con le prime nebbie fini che rendono fiabesco il paesaggio, con quell’aria un po’ malinconica che assomiglia molto al mio modo d’essere. Io e l’autunno siamo simili e forse è per questo che è la stagione che preferisco.
Una delle cose che adoro fare è passeggiare la sera, al crepuscolo, lasciando che il mio corpo venga nascosto dalla nebbia, quando guardandomi attorno non riesca a vedere niente oltre a me. La nebbia, odiosa per chi si sposta in auto o in moto, diventa un elemento d’attazione che non ha eguali, riesce a fare in modo che ci si possa isolare per qualche istante dal mondo, cancellandone le brutture e i suoni sempre meno affascinanti.

L’autunno non è una stagione morta ma può essere, ad esempio per un pittore, anche senza pennelli, la stagione più viva dell’anno. Il cielo, i tramonti, la natura riescono ad avere colori che nessuno riesce ad imitare e rendere simili. L’aria prende quell’insolito aroma di muffe, di funghi, di umido che fa nascere una sorta di nostalgia.
L’immagine che ho io dell’autunno, quella ideale è di trovarmi in luogo imprecisato, nascosto dalla nebbia tutt’intorno e sentire, in lontananza, i rintocchi stonati di una campana, magari mentre arrostisco sul barbecue una pentola di castagne e, nell’attesa, ne assaggio qualcuna per capire se siano cotte oppure no.

E c’è anche un quadro che sintetizza tutta la meraviglia di quell’istante, “il viandante sul mare di nebbia” che, non per niente, è il mio quadro preferito.

Adoro l’autunno e non vedo l’ora di trovarmici immerso totalmente.

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