Weekend nelle splendida Venezia per festeggiare il compleanno dell’ammuri che ieri ha compiuto 30 anni.
La città, che avevo già visto ai tempi del liceo, è sempre meravigliosa e incantevole ma, ora che ho avuto modo di viverla per tre giorni mi sono reso conto che per quanto sia bella è anche tanto scomoda. Per andare da una parte all’altra o si va a piedi o si usano i (cari) mezzi ma ci si impiega sempre molto tempo tanto che, parlando con i veneziani, ho chiesto come facesse l’ambulanza a salvare la gente dall’altra parte della città e la risposta è stata: “Muoiono”.
Tutto bello, divertente ma decisamente stancante con gli oltre 10 km percorsi in poche ore che ci hanno decisamente spaccato le gambe.
Il nostro percorso è stato:
Sabato: giro turistico dall’hotel al ponte di Rialto e rientro. Nel pomeriggio dall’hotel all’Accademia e poi fino a Piazza San Marco, passando per la Fenice. Cena in un locale vicino a San Polo e rientro.
Domenica: visita al palazzo Ducale e al ponte dei sospiri, gita a Murano e rientro. La sera cena alla trattoria “Rosa dei Venti” e poi dopocena nel quartiere ebraico di Venezia.
Lunedì: visita al quartiere ebraico con tour delle sinagoghe e museo ebraico, pranzo e poi ritorno a casa.
Particolarmente interessanti sono state le visite al Palazzo Ducale con tour delle prigioni che forse, in alcuni casi, dovrebbero essere rimesse in funzione anche oggi, anche per la gente come Andrea da Palermo (l’unico che ricordi) che si è divertito a lasciare il suo nome nelle prigioni e che forse avrebbe meritato di soggiornarvi per imparare a non rovinare le opere d’arte. Prigione che sarebbe andata bene anche al ristoratore del locale in cui ci siamo fermati a pranzare sabato. Il cartello esposto diceva: pizza e bibita, € 10. Abbiamo preso due pizze e due bibite e abbiamo speso 4 volte tanto e quando abbiamo chiesto spiegazioni ci ha detto che avremmo dovuto dire che volevamo il menu da 10 euro. Un paio di giorni a riflettere al fresco delle prigioni ducali gli farebbero bene.
E poi molto interessante è stata la visita alle sinagoghe di ieri mattina durante le quali la guida ci ha spiegato un po’ (forse troppo poco) della cultura ebraica che, vista così, parrebbe molto interessante e mi piacerebbe conoscerla un po’ meglio. Oggi gli ebrei a Venezia sono circa 25 famiglie ma all’epoca del ghetto, nel 1527 circa, erano oltre 5000 e avevano 5 sinagoghe di cui solo 2 ora sono rimaste in attività visti i pochi esponenti.
Certo che già nell’antichità, molto prima della persecuzione nazista, conducevano una vita ben triste. Aldilà delle possibilità economiche, sono sempre stati trattati come scarti dell’umanità e rinchiusi da qualche parte. Mi viene spontaneo chiedermi come mai, se fosse una cosa normale e se davvero meritassero tale trattamento. Mi piacerebbe conoscere un ebreo per poter fare quattro chiacchiere e capirne di più.
Devo dire, in conclusione, che è stato un bellissimo weekend, faticoso, ma divertente e culturalmente interessante ma sinceramente a Venezia non andrei mai a vivere, troppo cara e troppo scomoda.















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