Oggi ha nevicato, praticamente tutto il giorno, rendendo il paesaggio da grigio ad un candido e insonorizzato bianco.
Adoro la neve, vorrei che non avesse già finito nonostante i fiocchi siano caduti per 14 ore quasi senza sosta, ma per me non è mai abbastanza, vorrei che tutto l’inverno fosse bianco di neve.
E’ vero, una nevicata porta un po’ di scompiglio nelle città, si fa fatica a spostarsi ed è incredibile come gli automobilisti diventino mongoli appena vedono fiocchi di neve sui loro parabrezza: rallentano l’andatura e nonostante non ci sia nessun pericolo viaggiano a 10 km/h intasando il traffico più del dovuto. Però è innegabile quanto sia bella una città con i tetti ricoperti di bianco, come sia bella quella sensazione di suoni e rumori attutiti dai centimetri di neve che ricoprono ogni cosa e fare una passeggiata, affondando i piedi nella neve, porta la mente ad un viaggio nel mondo incantato delle favole.
Basta così poco per sentirsi bambini.
Dovrebbe nevicare tutti i giorni e spero che almeno questo Natale sia clemente e il tempo ci renda l’atmosfera magica, come il titolo della famosa canzone “Bianco Natale”.
Ieri sera ho incontrato Stefano per l’aperitivo che avevamo programmato. E’ stata una piacevole serata, quasi due ore a chiacchierare del più e del meno, del presente, del futuro e poi, ovviamente, del passato che ci ha divisi. Abbiamo esposto ognuno le proprie perplessità riguardo quella brutta parentesi di 20 mesi fa, momento in cui rassegnai le mie dimissioni dalla sezione arbitri per un ambiente divenuto ostile e inaccettabile. Ci siamo parlati, ci siamo confrontati e ci siamo chiariti o almeno spero di averlo fatto perché se devo essere sincero ero un po’ nervoso ed emozionato e ho paura di non essere riuscito ad esprimere il mio pensiero nel modo migliore.
L’importante però è averlo rivisto, aver condiviso ancora un bel momento come si faceva anni fa e pazienza se sarà solo una parentesi, quel che conta è che ci sia stata.
Mi fa sorridere però l’idea che qualcuno vada in giro a riferire quello che scrivo sul mio blog, mia valvola di sfogo, portando a conoscenza delle persone solo parte degli argomenti e non tutto quello che scrivo. Gli sono stati riferiti i miei attacchi (che peraltro ho cancellato visto che erano figli di momenti di rabbia) ma non gli è stato detto di tutti gli interventi nostalgici riferiti al tempo che fu.
Come si fa presto a screditare una persona … Io l’ho fatto, me ne sono pentito e ho avuto modo di chiarire anche quello, parlando dell’intervento crudo che avevo scritto riferito a lui. Sbagliavo, sapevo di sbagliare, ma in quel momento ero come una tigre ferita, volevo solo girarmi e mordere, aggredire, senza pensare se stessi esagerando o meno. Ho esagerato, ho sbagliato e ho cercato di rimediare.
Ma coloro che si ergono ad eroi, andando a spifferare solo quello che torna loro comodo bè… meritano solo una considerazione. Erano e restano dei poveracci.
Tornando ad oggi la giornata si è portata avanti piuttosto pigramente, complice appunto la neve di cui sopra.
Un paio di commissioni la mattina, altre due nel pomeriggio con un lavoretto rapido da consegnare subito e poi la palestra per sfinirmi.
Pensavo di essermi allenato male stasera perché durante l’ora di esercizi non sentivo la fatica ma appena tornato a casa mi è salita tutta insieme lasciandomi sfinito. Stasera, visto che non era ancora pronta la scheda nuova, mi sono dedicato al cardio fitness con 20′ di cyclette, 20′ di tapis roulant e 10′ minuti su un’altra macchina che non conosco e che ho provato oggi per la prima volta ma devo dire che è devastante, avevo male dappertutto mentre la usavo, schiena, gambe, piedi e spalle. Sembrava di essere sotto tortura.
Poi due serie di addominali, crunch e trazione delle gambe e a casa.
Si, a casa, perché ormai ho perso ogni speranza di uscire la sera, non sento più nessuno e quelli che sento ormai non escono più così mi sto piano piano rassegnando a trascorrere le serate davanti alla tv o davanti al computer, aspettando l’ora di andare a dormire.
Peccato, sembrava che il gruppo con cui uscivo fosse piuttosto affiatato e che non si potesse disgregare così rapidamente ma sbagliavo. Credevo che alcune persone fossero diverse ma sbagliavo anche in quell’occasione.
Credevo, ma sbagliavo. Pensavo, ma sbagliavo. Speravo, ma sbagliavo.
Riguardo certe cose mi sono sbagliato troppe volte e quando credevo di aver trovato la giusta misura, sono ricaduto nell’errore.
Quindi sarà bene mantenere una “giusta distanza”, senza più farmi coinvolgere troppo nelle situazioni. E’ sempre stato un mio difetto quello di buttarmi a capofitto, affezionarmi e credere alle persone con cui avessi qualcosa da condividere.
Ma non siamo tutti uguali, ognuno è fatto a modo suo e devo sbrigarmi a capirlo perché sono stufo di rimanerci male.
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