In questi giorni di festa in cui non si sa mai cosa fare le opzioni qui da noi sono proprio poche: cinema, piazza o bingo, tanto per passare il tempo, e stasera abbiamo optato per l’ultima soluzione trascorrendo un paio d’ore in una sala del Bingo a misurare la nostra fortuna. Come sempre era stracolmo di gente e gli unici posti liberi li abbiamo trovati nella sala fumatori che per me andrebbe anche bene visto che sono fumatore, ma quando fumano oltre 100 persone come stasera c’era più fumo che ossigeno e si faceva fatica anche a respirare.
La fortuna ci ha sfiorato, accarezzato, ma ha preferito premiare con due Bingo da circa 200 euro altre due persone al nostro tavolo mentre per noi c’è stata la sola minima consolazione di una cinquina da 20 euro.
In tutte le mie varie esperienze in quel gioco ho totalizzato solo due Bingo e mai da solo ma dividendo il premio con qualcun altro e anche stasera la sorte non ha posato il suo benevolo sguardo su di me, ma ormai ci sono abituato e non me la prendo nemmeno più. So che quando entro lì vado solo per spendere soldi e mai per portarne a casa e se capita è solo perchè gli altri partecipanti sono più sfortunati di me.
Comunque abbiamo trascorso un paio d’ore a farci affumicare e soffrire per le cartelle sfigate e anche Santo Stefano è passato senza lasciare un buon ricordo, come d’altronde non ha fatto nemmeno il Natale.
Giusto per la cronaca ho depennato un’altra persona dall’elenco degli amici: Gianni. Ed ora la lista, sempre che esista ancora, presenta solo due o tre nomi, scritti a matita, facilmente cancellabili perchè a questo punto la direzione è quella.
Di Gianni avevo già parlato a suo tempo, quando incontra una donna si dimentica di tutto il resto nonostante vada in giro a predicare il contrario.
E’ una delle altre persone deludenti della mia vita. Non solo non si è ricordato del mio compleanno ma anche a Natale se non gli avessi mandato io gli auguri per primo lui ne avrebbe fatto tranquillamente a meno e poi ha avuto anche il coraggio di rispondermi che io non mi faccio mai sentire.
Non c’è proprio limite all’indecenza.
Comunque mi sono reso conto che è un luogo comune: quando qualcuno è da solo allora mi cerca, quando è impegnato in fidanzamenti o matrimoni vari allora possono fare a meno di me. Si ricordano solo quando hanno bisogno o quando non hanno di meglio da fare.
Va bene, allora torno a ripetere, come loro possono fare a meno di me, io posso fare a meno di loro. A costo di ammuffire in casa.
Infatti ho diminuito o evitato chiamate e messaggi verso tutte queste persone, io ci sono sempre ma non sono più il primo a cercare. Basta. Ma basta davvero.
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