Mordersi la lingua…

Pier
17 gen 2009

Dovrei mordermi la lingua, contare fino a 100 o fino a 1000 prima di aprire bocca giusto per ribattere a qualche affermazione che non mi sta bene cercando di andare a ferire le persone con cui parlo.
Come sempre quando si discute e la discussione verte su di me non riesco mai a tacere, vado sempre fuori dal seminato andando a cercare quel particolare che possa far male per avere l’apparenza di averla vinta.
Il più delle volte, quando faccio queste mie sparate, ogni tentativo di proseguire il discorso con toni pacati viene meno, si finisce lì e cala il silenzio e tutta la mia esuberanza si conclude con il fatto che faccio star male le altre persone, dicendo cose che non penso, e sto male io. Soprattutto io.

La situazione, obiettivamente, non è semplice: il lavoro che c’è è proprio poco, di nuovo non arriva niente e le spese sono comunque tante, forse anche troppe e si finisce col tirare la cinghia sempre e comunque e stare a galla risulta essere l’impresa più difficile.
Mi sento dire che sono un egoista, che sono un privilegiato, che penso solo al mio personale tornaconto e che faccio una bella vita. Visto da fuori può anche sembrare ma se qualcuno si mettesse nei miei panni potrebbe verificare che non è proprio così. Le rinuncie a cui sono obbligato non si contano nemmeno più, mi compro qualche cazzata che mi serve o che mi ingolosisce ma non sono uno che fa una vera “bella vita”. Sono più le volte che devo dire “no” rispetto a quelle in cui posso dire “si” e devo mandar giù il magone e la tristezza nascondendo il tutto con un sorriso forzato e inventando ogni volta una scusa nuova per giustificare un rifiuto.
Con queste premesse è facile e quasi spontaneo non essere sereni, senza certezze e senza sicurezze, tutto il passato barcolla e piano piano si disgrega lasciando inquietanti ombre sul futuro.
Io, che passo solitamente per quello senza pensieri per  la testa, senza problemi, ci soffro anche se non lo dimostro, soffro per le rinunce a cui sono costretto e soffro per tutto quello che mi porta a rinunciare a qualcosa. Per fare un esempio pratico soffro quando devo dire di no ad un invito a cena, per esempio, ma mentre penso al rifiuto soffro per i motivi che mi portano a dire di no: “ora non posso permettermelo”, “costa troppo”, “non ci sto dentro con le spese” e tutto il resto.

Ed io l’unica cosa che riesco a fare è puntare il dito verso gli altri, accusare e ferire. Tutto questo come riconoscenza per i privilegi che ho avuto e che ora, benchè possa apparire il contrario, non ho più.
Dovrei proprio mordermi la lingua certe volte…

Articoli molto simili

Lascia la tua opinione

Powered by Maribol IMDB Plugin