Inorridire?

Pier
30 gen 2009

Per evitare di incappare in problemi legali sono stato costretto a cancellare alcuni interventi che esponevano, esplicitamente, il mio pensiero.
Alcuni si sono dichiarati “inorriditi” dal tono dei miei interventi, altri hanno minacciato di denunciare il reato di razzismo e xenofobia alla polizia postale se non avessi eliminato i post incriminati, e così eccoli accontentati.

Tra l’ironia e lo stupore, ho preferito assecondare le richieste, però voglio precisare una cosa importante: inorridire per quello che uno scrive credo sia infinitamente inferiore ad inorridire per quello di cui la cronaca ci porta a conoscenza ogni giorno.
A coloro i quali sono rimasti scioccati per la presunta durezza dei miei interventi, vorrei chiedere di provare a parlare con qualche vittima degli ultimi fatti di cronaca o meglio, forse sarebbe meglio, dovrebbero provare sulla propria pelle quello che alcuni hanno provato.
E’ facile parlare, scrivere e pensare da buonisti quando non si è coinvolti ed è assurdamente ipocrita mettersi a difendere cose indifendibili.
Sono certo, incredibilmente certo che, nella malaugurata ipotesi, se qualcuno di questi falsi e ipocriti difensori dell’umanità si trovasse coinvolto, direttamente o meno, in un qualsiasi fatto di cronaca con protagonista una persona di quelle trattate nei precedenti e cancellati interventi, non ci metterebbe nemmeno il tempo di un battito di ciglia a cambiare idea.
Però a scrivere si fa in fretta, autoconvincedosi di essere dalla parte giusta.

Ricordo anche che cancellare un intervento su un blog non comporta certo il cambiamento di un pensiero o di un’idea che, al contrario, con questi atteggiamenti trova altra linfa per crescere e farsi sempre più forte e robusta.
La rete è piena di post di pseudo comunisti che negano le atrocità commesse dal comunismo durante la sua esistenza, che inneggiano alla morte di capi di governo contrari al loro obsoleto ideale. Ma quelli, evidentemente, sono ammessi, forse perchè facenti parte dello stesso schieramento politico di chi naviga e inorridisce per quello che altri scrivono, senza inorridire dei propri pensieri.
Strano, ma vero. Funziona così: se scrivi esaltando il comunismo e una presunta pace nel mondo, allora sei un idolo. Se scrivi che sei stufo di questa situazione e vorresti una soluzione anche estrema, allora sei razzista e xenofobo. Questa è la libertà di cui volete farvi portavoce? Complimenti.

Quello che ho scritto è quello che dico tutti i giorni, quello che dico è quello che penso, quello che penso è ciò di cui vado fiero. Fate pure anche un processo alle intenzioni, ma dentro io non cambio.
Potrò scrivere poesie, canzoni (sempre che non vogliate denunciarmi anche per inserire testi di canzoni di altri) ma quello che ho dentro non cambia.
E non offendetevi se vi scrivo che avrebbero dovuto prendervi a schiaffi per farvi cambiare idea, non scandalizzatevi se scrivo qualcosa che va contro la vostra opinione. Ognuno ha la propria ed io, per primo, non vado a rompere i coglioni ad altri blogger perchè la pensano diversamente da me o perchè vorrebbero qualcosa che è contrario al mio modo di vedere.
Venite a tirare in ballo il parlamento europeo, le leggi sulla razza per un post un po’ più crudo di altri e tutte le altre storie possibili e immaginabili sui miei interventi ma da altre parti nemmeno intervenite. Divertente.

Ultima cosa: non crediate di avermi spaventato con le vostre illazioni, con le minacce di denuncia o con le provocazioni. Al contrario di quanto si pensi cerco di vivere una vita tranquilla, non voglio problemi di sorta e per questo ho assecondato le vostre richieste, ma non certo perchè ho paura o sia intimidito dalla promessa “guarda che torno a leggere”.
Torna a leggere, tornate a leggere, il contatore delle visite sarà contento, io un po’ meno, ma non importa. Nel mondo ci sono persone diverse da me, per fortuna, sarebbe una noia se fossimo tutti uguali anche perchè voi non avreste più la possibilità di essere supereroi.

Dovreste provare, comunque…ma non ve lo auguro, altrimenti sareste capaci anche di voler denunciare un pensiero.

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