Ho acceso la tv in tempo per sapere chi fosse il vincitore del 59° Festival di Sanremo e quando Bonolis ha invitato i tre finalsti a salire sul palco, vedendo Povia, Sal e Marco Carta mi è subito venuta la voglia di spegnere e andare a dormire.
Quando poi ho visto sul palco anche la De Filippi ho immaginato che vincesse Marco Carta e così, qualche minuto dopo, è arrivata la conferma al mio pensiero. Non ho nemmeno aspettato la fine, ho spento subito e mi sono dedicato ad altro anche se un commento sull’evento era quasi doveroso.
Per quanto possa essere propenso al rinnovamento, alla modernizzazione a discapito del passato, mi rifiuto di pensare che Marco Carta possa essere il vincitore del Festival. Spero che quest’edizione vada presto a finire nel dimenticatoio e che nessuno ne parli oltre a domani e dopo.
Premetto che quest’anno il Festival mi ha appena sfiorato, ero curioso di vedere l’esibizione di Benigni e ne sono rimasto disgustato. Curioso ho guardato anche l’annuncio del vincitore e il disgusto è stato lo stesso.
Di buono da ricordare di questo Sanremo credo ci sia ben poco. O forse niente.
Ma andiamo con ordine.
Benigni nella sua performance della prima serata è stato a dir poco disgustoso, almeno nei primi 25 minuti della sua esibizione.
Volgare, ripetitivo, senza idee e offensivo. Concentrare un’esibizione su un argomento monotematico (Berlusconi) è stato veramente vergognoso, soprattutto perchè non sarà certo salito sul palco gratuitamente e, onestamente, andare a prendere dei soldi per dire solo delle grandissime idiozie su Berlusconi è fin troppo facile, da uno come lui o come mi ricordavo che fosse mi aspettavo qualcosa di ben altra levatura.
Si è appena risollevato alla fine con l’intervento sui gay e con la lettera di Oscar Wilde, recitata a memoria. Piacevole, ma troppo poco.
Marco Carta che vince il Festival mi sembra troppo. Un eccesso. Non credo che le altre canzoni fossero peggiori della sua e se lo sono state, è appunto necessario e fondamentale che, come dicevo poco fa, questa edizione venga dimenticata in fretta.
Ricordavo che prima di essere tra i “big” bisognasse passare prima da “Sanremo giovani” ma forse con Bonolis le cose sono cambiate, tant’è che questo cantante è passato da vincere Amici a vincere Sanremo nel giro di due anni. E con tutta la bravura che possa avere, credo che in così poco tempo ci sia molto, moltissimo da dimostrare.
Altrimenti tutti i cantanti bravini potrebbero presentarsi al grande pubblico e sperare in una vittoria. Ho delle perplessità anche sul fatto del televoto, visto quello che è stato scoperto da Striscia la Notizia riguardo a quest’operazione di giudizio. Comprare tante sim per i cellulari e votare per lo stesso cantante è una cosa anche abbastanza semplice quando si hanno le tasche disponibili e le spalle coperte.
E poi…la De Filippi non basta più con tutte le sue scandalose trasmissioni a Mediaset? Anche alla Rai doveva essere invitata?
No, questo è davvero troppo.
L’unica nota positiva di tutto il Festival è stata la canzone di Arisa, “Sincerità”, una ventata di allegria anche se non proprio originale (video). Ma anche se pare una imitazione, la canzone è interessante come la voce della sua interprete.
E’ l’unica cosa che salvo del festival. Il resto è da buttare.
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