Sanremo, vince Marco Carta

Pier
22 feb 2009

Sanremo, vince Marco Carta Sanremo 2009 Paolo Bonolis Marco Carta Ho acceso la tv in tempo per sapere chi fosse il vincitore del 59° Festival di Sanremo e quando Bonolis ha invitato i tre finalsti a salire sul palco, vedendo Povia, Sal e Marco Carta mi è subito venuta la voglia di spegnere e andare a dormire.
Quando poi ho visto sul palco anche la De Filippi ho immaginato che vincesse Marco Carta e così, qualche minuto dopo, è arrivata la conferma al mio pensiero. Non ho nemmeno aspettato la fine, ho spento subito e mi sono dedicato ad altro anche se un commento sull’evento era quasi doveroso.
Per quanto possa essere propenso al rinnovamento, alla modernizzazione a discapito del passato, mi rifiuto di pensare che Marco Carta possa essere il vincitore del Festival. Spero che quest’edizione vada presto a finire nel dimenticatoio e che nessuno ne parli oltre a domani e dopo.
Premetto che quest’anno il Festival mi ha appena sfiorato, ero curioso di vedere l’esibizione di Benigni e ne sono rimasto disgustato. Curioso ho guardato anche l’annuncio del vincitore e il disgusto è stato lo stesso.
Di buono da ricordare di questo Sanremo credo ci sia ben poco. O forse niente.

Ma andiamo con ordine.
Benigni nella sua performance della prima serata è stato a dir poco disgustoso, almeno nei primi 25 minuti della sua esibizione.
Volgare, ripetitivo, senza idee e offensivo. Concentrare un’esibizione su un argomento monotematico (Berlusconi) è stato veramente vergognoso, soprattutto perchè non sarà certo salito sul palco gratuitamente e, onestamente, andare a prendere dei soldi per dire solo delle grandissime idiozie su Berlusconi è fin troppo facile, da uno come lui o come mi ricordavo che fosse mi aspettavo qualcosa di ben altra levatura.
Si è appena risollevato alla fine con l’intervento sui gay e con la lettera di Oscar Wilde, recitata a memoria. Piacevole, ma troppo poco.

Marco Carta che vince il Festival mi sembra troppo. Un eccesso. Non credo che le altre canzoni fossero peggiori della sua e se lo sono state, è appunto necessario e fondamentale che, come dicevo poco fa, questa edizione venga dimenticata in fretta.
Ricordavo che prima di essere tra i “big” bisognasse passare prima da “Sanremo giovani” ma forse con Bonolis le cose sono cambiate, tant’è che questo cantante è passato da vincere Amici a vincere Sanremo nel giro di due anni. E con tutta la bravura che possa avere, credo che in così poco tempo ci sia molto, moltissimo da dimostrare.
Altrimenti tutti i cantanti bravini potrebbero presentarsi al grande pubblico e sperare in una vittoria. Ho delle perplessità anche sul fatto del televoto, visto quello che è stato scoperto da Striscia la Notizia riguardo a quest’operazione di giudizio. Comprare tante sim per i cellulari e votare per lo stesso cantante è una cosa anche abbastanza semplice quando si hanno le tasche disponibili e le spalle coperte.
E poi…la De Filippi non basta più con tutte le sue scandalose trasmissioni a Mediaset? Anche alla Rai doveva essere invitata?

No, questo è davvero troppo.

L’unica nota positiva di tutto il Festival è stata la canzone di Arisa, “Sincerità”, una ventata di allegria anche se non proprio originale (video). Ma anche se pare una imitazione, la canzone è interessante come la voce della sua interprete.

E’ l’unica cosa che salvo del festival. Il resto è da buttare.

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