Luoghi diversi, distanti migliaia di chilometri l’uno dall’altro, contesti diversi, culture diverse ma circostanze simili e scenari tristi e raccapriccianti alla stessa maniera. Stessa follia, ingiustificata, quasi la stessa età (27 anni quello negli Stati Uniti, 25 quello in Germania) e lo stesso numero di morti, dieci.
E’ il riassunto delle stragi di quest’oggi, una in America e una in Germania: due folli che sparano a caso sulla gente per strada o, nel secondo caso, in una scuola. Uno si suicida, l’altro per il momento ancora no.
Uno strano mercoledì, un mercoledì triste.
Per cosa poi? Soddisfazione personale? Crisi? Depressione?
Ma se tutti i mali o le insofferenze personali si curassero così, quanti saremmo ancora vivi?
Oggi sono nervoso, prendo la mia pistola e vado a sparare a qualcuno in posta, così, tanto per scaricare la tensione. Domani ho un altro problema, devo sparare a qualcuno in stazione.
Ma se uno è stufo di esistere, perchè non fa come tanti anziani che, in preda alla solitudine o alla malattia, cercano la loro soluzione sfidando un treno?
Almeno, nel ricordo, qualcuno li piangerà invece di odiarli per sempre.
Così invece nè da vivi nè da morti avranno mai il perdono.
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