Walt Kowalski ha perso la moglie e la presenza dei figli con le relative famiglie, al funerale non gli è di alcun conforto. Così come non gli è gradita l’insistenza con cui il giovane parroco cerca di convincerlo a confessarsi. Walt è un veterano della guerra in Corea e non sopporta di avere, nell’abitazione a fianco, una famiglia di asiatici di etnia Hmong. Le uniche sue passioni, oltre alla birra, sono il suo cane e un’auto modello Gran Torino che viene sottoposta a continua manutenzione. La sua vita cambia il giorno in cui il giovane vicino Thao, spinto dalla gang capeggiata dal cugino Spider, si introduce nel suo garage avendo come mira l’auto. Walt lo fa fuggire ma di lì a poco tempo assisterà a una violenta irruzione dei membri della gang con inatteso sconfinamento nella sua proprietà. In quell’occasione sottrarrà Thao alla violenza del branco ottenendo la riconoscenza della sua famiglia.
Usa – 2008 – 116′
Con: Clint Eastwood, Bee Vang, Ahney Her, Christopher Carley, Austin Douglas Smith, John Carroll Lynch, William Hill, Chee Thao, Choua Kue, Brooke Chia Thao, Scott Eastwood, Xia Soua Chang, Cory Hardrict, Geraldine Hughes, Brian Howe, Brian Haley, Dreama Walker, Nana Gbewonyo, John Antony, Doua Moua, Sarah Neubauer, Lee Mong Vang
Ennesimo splendido film di Clint Eastwood che ancora una volta riesce a stupire con una pellicola e una storia veramente stupenda. Profonda e mai banale con un personaggio, Walt, che non si preoccupa di apparire sopra le righe nella sua rozza forma di razzismo contro il diverso. Storia vissuta sulla propria pelle non sopporta la modificazione culturale subita dal suo quartiere, soprattutto con l’insediamento di tanti coreani, razza odiata dalla guerra di Corea. Eppure, ironia della sorte, saranno proprio due coreani a modificare le sue abitudini e la sua vita, eleggendolo al ruolo di eroe.
Un finale che sorprende per la finezza, l’astuzia e l’intelligenza dimostrata dal protagonista che sconvolge l’idea che lo spettatore poteva essersi fatto durante la proiezione. E la Ford Gran Torino, gioiello vero e proprio, che pare essere solo un monumento alla casa automobilistica americana, diviene l’oggetto del desiderio alla fine del film, motivando così la scelta del titolo.
Veramente un’ottima realizzazione che lascia incollati allo schermo e riesce anche a strappare qualche sorriso tra le dure espressioni e i titoli che Walt riserva ai vari personaggi a cui nessuno sembra nemmeno far troppo caso, impronta fondamentale di una visione della realtà vista con gli occhi dell’anziano.
Scontato dire che il film sia estremamente consigliato anzi, per di più, consiglio anche di restare seduti qualche minuto in più durante i titolo di coda per godersi la sigla di chiusura.
Voto: 8,5
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