Alla fine te ne sei andato anche tu, scegliendo la notte come momento migliore per la partenza, senza sguardi e senza orecchie a spiarti, sei partito all’improvviso senza nemmeno un sintomo che facesse pensare al tuo addio. Hai scelto la notte, il silenzio perchè fosse il tonfo sordo della tua caduta l’unico suono udibile, rumore che segnava la sconfitta, l’ennesima, contro una malattia che nonostante tutte le ricerche lascia poco scampo alla speranza e che, come al solito, vigliaccamente, si palesa in altre vesti e mai nella propria forma quando decide che una vita deve finire.
Hai avuto almeno la fortuna, se così si può chiamare, che di notte, nel sonno, l’alito pesante della morte non ti ha causato altro dolore e sofferenza oltre a quella che hai subito in tutti questi anni di cure e di torture terapeutiche. E in un colpo solo hai lasciato alle spalle guai, sconforto e sofferenza.
Te ne sei andato di notte, senza traffico, hai percorso la strada libera e sei volato via, da qualche parte lassù, nel cielo.
Spero con tutto il cuore che il tuo viaggio, ora, sia migliore di quello che hai percorso fino a ieri.
Addio.
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