Tor Bella Monaca. Prima lo ha preso in giro perché guidava una vecchia auto, secondo lui un modello fuori moda. Poi lo ha colpito con una bottiglia al capo fino a romperla, accompagnando l’aggressione con insulti razzisti.
…
L’uomo, curato dai medici del Policlinico di Tor Vergata, perde la vista da un occhio per i colpi ricevuti dall’aggressore.
Per una volta vado contro la corrente dei miei soliti pensieri e mi schiero, per quel che possa servire, dalla parte del cittadino senegalese vittima dell’aggressione in oggetto.
L’aggressore, 20 anni, rischia una pena che va dai 6 ai 12 anni che però può essere aumentata per l’aggravante degli insulti razzisti.
Praticamente se l’aggressore non avesse pronunciato le parole “Negro di m…” avrebbe avuto un tipo di pena, con quella frase invece può ricevere qualche anno di prigione in più.
Forse aver causato la perdita di un occhio non è una motivazione abbastanza grave, serviva proprio quella frase per far irritare i magistrati. Aver rovinato per tutta la vita una persona è una bazzecola, in fin dei conti.
Che se poi l’aggressore risultasse incensurato potrebbe anche vedersi ridurre o annullare la pena con la condizionale.
Delle volte dovrebbe essere rimessa in vigore la legge del taglione: quel bastardo ti ha fatto perdere un occhio? Bene…ora tocca a te fargliene perdere uno.
Sei, sette, dieci o dodici anni non sono sufficienti per espiare una colpa del genere. Allora che qualcuno provveda, faccia provare all’aggressore la stessa emozione, lo stesso brivido e soprattutto lo stesso dolore e rovina che ha fatto provare lui ad un altro, del tutto innocente.
Grazie.
P.S.: Della solidarietà di Alemanno nè il senegalese, nè io nè nessun altro sappiamo cosa farci.
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