Di ritorno da Parigi

Pier
20 apr 2009

Siamo atterrati questa sera alle 21 circa all’aeroporto di Linate, dopo 4 giorni trascorsi nella capitale francese che l’ammuri non aveva mai visitato.
Parigi è sempre meravigliosa, una delle città più belle che abbia mai visitato e merita di sicuro una visita, possibilmente di almeno 5 giorni per non dover correre per vedere tutto quello che c’è da vedere e senza limitarsi a ciò che è d’obbligo.

E’ una città magica, unica e meravigliosa con due volti: quello superiore, fatto di luce e una parvenza di megalomania e quello inferiore, nei cunicoli della metropolitana, dove si respira l’altra faccia di Parigi, con la povertà portata all’estremo. Parigi è il tutto, racchiuso in una sola città: follia e disperazione, incanto e disincanto, spettacolo e ferocia, aspetti che si mischiano l’uno con l’altro lasciando però più o meno intonso il turista che vede, subisce ma non fa in tempo a vivere tutto l’insieme.

Giorno 1

Siamo atterrati all’aeroporto Charle De Gaulle alle ore 12.30 e abbiamo subito avuto modo di maledire il servizio navetta PariShuttle acquistato su Expedia per il trasferimento dall’aeroporto all’hotel: per tre ore abbiamo atteso invano la navetta che doveva portarci in città e alla fine ci siamo arresi predendo un taxi, dopo essere stati presi in giro dai vari autisti di passaggio con la promessa che sarebbero arrivati a prenderci entro 5 minuti. Cosa impossibile visto che le navette pare siano sono 4 o 5 e quando partono tutte insieme ci mettono circa 40 minuti ad arrivare a Parigi, quindi tra andata e ritorno l’attesa minima sarebbe stata di almeno 80 minuti.
Arrivati all’hotel abbiamo scaricato i bagagli, ci siamo sistemati in camera e siamo partiti subito alla volta della Tour Eiffel: 3 ore in tutto tra attesa per salire, visita e discesa. Poi visita al Trocadero e all’Ecole Militaire.
Dopo la torre ci siamo diretti verso l’arco di trionfo e, di seguito, parte dei famosi Champes Elysees, percorsi solo in parte vista la stanchezza accumulata durante la giornata. Cena veloce al McDonald e poi ritorno in hotel.

Consigli
Il taxi è il mezzo più rapido per raggiungere la città dall’aeroporto e il costo è di circa 50 euro. Ci sono anche autobus gratuiti che però impiegano il doppio del tempo oppure alcuni hotel di prestigio offrono il servizio di collegamento compreso nel prezzo. Evitate il PariShuttle.
McDonald è comodo per un pasto veloce e senza pretese a prezzi contenuti.
Tour Eiffel: € 13,00 per gli adulti, fino al terzo piano.

Giorno 2

Sveglia alle 8.30 e colazione in una boulangerie della zona con croissant e brioches varie appena sfornate che sono una delizia per il palato.
Visita a Les Invalides (dove è situtata la tomba di Napoleone), place de la Concorde, Place Vendome, Rue de Rivoli e tutta la zona del Marais.
Con la metropolitana abbiamo raggiunto l’Opera Garnier, che vale la pena visitare (è come il teatro Alla Scala di Milano, ma forse anche più bello. Ingresso € 8,00). Dopo la visita al monumento abbiamo proseguito a piedi verso le Galerie Lafayette, “centro commerciale” che contiene in 7 piani tutti gli abiti da donna più alla moda e, per l’uomo, 2 piani di vestiario d’alta moda.
Abbiamo pranzato in un bistrot lì di fianco e poi siamo partiti alla ricerca di un internet point e, tra una discesa e una salita in metropolitana, abbiamo deciso di visitare Notre-Dame. Meravigliosa! Soprattutto durante i Vespri, tra le 17.30 e le 18.30, con una cantante dalla voce sublime. Un passaggio veloce anche all’esterno del Louvre (entrare avrebbe portato via troppo tempo).
Abbiamo cenato in un ristorantino intimo “Ville 15″, ottime portate, ottimo vino e prezzo decisamente valido.

Consigli
Dicono che i Bistrot siano economici, ma non è proprio così. Tenete presente che l’acqua, a Parigi, costa quasi come fosse un bene prezioso: circa € 4,50 per una bottiglia da mezzo litro. Se vi piace la birra con pochi cent in più potete berne una media. I sandwich costano tra i 4 e i 6 euro in base a ciò che volete metterci dentro. Il caffè costa circa € 2,50.
A colazione che voi beviate al bancone o al tavolo non c’è differenza di prezzo. Un cappuccino costa tra i 4 e i 5,50 euro. I croissant conviene prenderli nelle boulangerie, costano poco e siete sicuri che siano freschi.
Gli internet point non sono tanto facili da trovare sebbene ce ne siano una decina sparsi qua e là. Un’ora di navigazione costa circa 4 euro. Molto meglio il wi-fi, ma dovete avere un vostro computer. Quasi tutti i bistrot hanno access point gratuiti.
Opera: ingresso € 8,00
La metropolitana di Parigi è molto efficiente, collega tutti i punti della città in pochi minuti. Il biglietto giornaliero (conveniente) costa € 5,80.
Per entrare al Louvre prendetevi almeno un giorno interno altrimenti sarebbe come mangiare un ottimo pasto e lasciarlo a metà, restando con molta fame.
Da visitare Place De Vosges, nel Marais.
Se avete tempo, visitate la Saint Chapelle, vicina a Notre-Dame.

Giorno 3

Abbiamo visitato la Defense e siamo saliti su “Le Grande Arche“. Purtroppo la giornata uggiosa ha rovinato lo splendido panorama che si potrebbe vedere dall’alto dei suoi 11o metri. Pare che dalla sommità si possa vedere, all’interno dell’Arco di Trionfo, anche il piccolo arco del museo del Louvre. Pranzo nel bistrot lì vicino e poi visita al Sacre Coeur di Mont Martre e di seguito il quartiere degli artisti, scendendo poi verso Pigalle. Abbiamo cenato al Buffalo, di fronte al Moulin Rouge.

Consigli
Per visitare le Grande Arche conviene che la giornata sia serena altrimenti non c’è proprio gusto.
Salire sull’arcata costa € 10,00 ed è compreso anche un museo dell’informatica, situato appena prima dell’uscita sulla vista panoramica.
Attenzione: i francesi fanno i furbi soprattutto quando riconoscono i turisti che sembra non capiscano la lingua. Controllate sempre le voci negli scontrini che vi portano alla fine dei pasti (nel bistrot dove abbiamo pranzato volevano farci pagare 60 euro invece di 35, addebitandoci anche una bottiglia di vino e una birra in più che, ovviamente, non avevamo consumato. Si sono giustificati con un “improvviso errore della cassa”).
“Buffalo” è una grossa catena di locali dove si può pranzare o cenare spendendo una cifra relativamente contenuta. La carne è ottima e il servizio impeccabile.
Pigalle è il quartiere a “luci rosse” di Parigi. Oltre al famosissimo Moulin Rouge ci sono un’infinità di locali erotici con tante adescatrici pronte a trascinarvi dentro per spennarvi. Se non siete a Parigi per quello, evitate anche di entrare perchè ne uscirete alleggeriti. Se potete, invece, fate un salto al Moulin Rouge, Lido o Folies Bergere che offrono spettacoli unici anche se il costo è un po’ elevato.

Giorno 4

Dopo la Santa Messa ascoltata nella Cattedrale di Notre-Dame abbiamo fatto tappa al Pantheon, senza però entrare. Al ritorno ancora un ultimo passaggio alla Tour Eiffel e poi, visto che eravamo di strada, sosta al ponte dell’Alma, dove morì Lady Diana.

Consigli
Per i credenti la messa di Notre-Dame è da non perdere. Alle 10 svolgono la Messa Gregoriana mentre alle 11.30 la Messa Internazionale. Alle 18.30 la funzione viene celebrata dall’Arcivescovo di Parigi.
Il Pantheon vale la pena guardarlo, almeno da fuori mentre è da visitare la chiesa lì accanto, Saint Genevieve che è anche una delle patrone di Parigi (l’altro è Saint Germain).


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