In giornate come queste in cui ci sono di mezzo feste più o meno inutili, tra la noia, la tristezza mischiata ad un pizzico di depressione, un po’ di nervoso ad aggiungere pepe alla stato d’animo riesco a trovare una piccola consolazione girando per il mio centro commerciale preferito e, tra le fila di scaffali, faccio la “spesa non spesa”.
E’ una piccola valvola di sfogo, una stupidaggine che ho imparato leggendo un libro ma che, effettivamente, sembra dare un po’ di sollievo.
Praticamente arrivo al centro commerciale e invece di prendere il carrello, prendo uno di quei cestini da portare a mano che si trovano all’ingresso.
Giro tra gli scaffali e metto nel cestino quello che più mi piace, quello che vorrei comprare, quello che mi passa per la testa, che sia interessante o meno. E quando ho riempito il mio cestino, colmo lui e colmo io di soddisfazione, faccio un rapido calcolo di quello che starei spendendo e poi abbandono tutto lì, vicino ad uno scaffale e me ne vado.
Immagino la gioia delle commesse quando dovranno rimettere a posto tutto, però nel mio intimo esco soddisfatto, come se avessi comprato senza però aver speso niente (ecco perchè non prendo più il carrello, altrimenti perderei l’euro).
Oggi non ho comprato: un mouse per il pc, un gioco per la ps3, due libri, 3 bottiglie di Estathè, 2 sacchetti di patatine, un cardiofrequenzimetro, un casco, un arbre magique, un formaggio, due buste di affettato, due cd, un dvd e un programma per creare mp3. La mia non spesa è stata di circa 200 euro.
Sono stato un po’ meglio quando, uscendo, ho pensato a quanto avrei speso e invece ho risparmiato.
E sono tornato a casa.
Beh, a me pare un comportamento al limite del vandalismo.
[continuava ma il resto non valeva la pena venisse pubblicato.]