Torna a casa dall’ospedale, dove era stata ricoverata per alcuni giorni, e la trova occupata da un’altra famiglia. Accade a Palermo, dove Rita Stabile, impiegata, lunedì scorso ha trovato una coppia e due bambini nell’alloggio che aveva preso in affitto da una persona a cui era stato assegnato dallo Iacp, l’Istituto case popolari.
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L’affittuaria, che ha fatto una denuncia ai carabinieri, dice al telefono di essere in subaffitto: «Non so – spiega – se un appartamento popolare si può subaffittare, ma io pago un canone. E poi, la famiglia che lo occupa non mi pare che abbia agito legalmente. Mi chiedo perché non viene fatta sloggiare». Gli occupanti, dal canto loro, sostengono di essere entrambi disoccupati. «La casa – dice Girolamo Testa – era disabitata da tempo. Lo so perché la tengo d’occhio da mesi. E poi, non abbiamo dove vivere, non possediamo neanche un’auto».
Un bel fatto di cronaca che potrebbe essere preso come spunto per raccontare una favola, magari anche a lieto fine. Però l’assurdità sta nel fatto in sè.
Un tipo, senza casa, decide che ne ha abbastanza e quando gli gira apre una porta ed occupa l’appartamento di un’altra persona. Lasciamo stare il fatto che l’altra persona fosse o meno in regola con l’affitto, non è quello il problema. Il problema, serio, è che in Italia una persona può decidere oltre che per sè stessa anche per gli altri, però solo dove conviene allo Stato.
Si, perchè se uno vuol decidere riguardo la vita di un malato terminale, non può, pur essendogli parente prossimo. E si mettono sul piede di guerra enti umanitari, associazioni, politici, tv, giornali, giornalisti, giornalai, fioristi, fiorai, orologiai… Mentre se invece il problema è di altro tipo, un comune mortale può decidere di occupare una casa anche senza il parere del diretto interessato, che sia l’affittuario o il proprietario e tutto il meccanismo prima descritto si innesca per metà, qualche giornale, qualche tv e tutti gli altri continuano a fregarsene come qualche giorno fa.
In più questo tipo, una volta occupata la casa, chiama la polizia per far fare l’inventario delle cose presenti per non essere accusato di furto. Infatti magari degli oggetti presenti non ruberà niente, però si sta approfittando di una casa non sua solo per il fatto che, poverino, lui è senza un tetto.
E la polizia arriva, constata ma non può fare niente. La proprietaria torna, chiama i carabinieri, e non possono fare niente. Ci vuole l’ordinanza di un giudice e se le cose vanno come sempre, ci vorranno almeno dei mesi, nella migliore delle ipotesi.
Invece di arrivare, dargli due manganellate perchè si tratta di un imbecille, devono anche assecondarlo.
Sia chiaro, il termine imbecille non è detto in merito alla sua condizione disagiata ma per il suo comportamento del tutto ingiustificato. Due manganellate date bene e a questo passerà la voglia di occupare le case degli altri. Solo che poi la polizia verrebbe accusata di maltrattamenti, di violenza e dalla ragione passerebbero anche dalla parte del torto, come a Genova nel G8, come a Torino dove han dovuto subire invece di schiacciare.
Tra poco si vota.
Viva l’Italia.
povero te, ridicolo e insoddisfatto…marco amati