Per fortuna solo il Comitato ha questo nome e non anche la piazza di Genova.
E’ strano oltre ad essere anche ridicolo riuscire a fondare un comitato che ha lo scopo di martirizzare ed elevare la figura di un no-global che, se non fosse stato fermato dal colpo di pistola, probabilmente si sarebbe macchiato di omicidio nei confronti di un carabiniere. Da un certo punto di vista è quasi un peccato che non sia andata così perchè almeno parleremmo di un eroe vero e non confonderemmo i ruoli.
E poi è anche ridicolo che sul sito del comitato ci siano le immagini delle bandiere della pace quando lui, insieme agli altri manifestanti, sono quelli che normalmente provocano disordine e distruzione per la loro presunta libertà di manifestazione.
Per quanto poi nobili siano gli intenti del comitato, con l’adozione a distanza di bambini, il finanziamento alle scuole nei paesi meno sviluppati, resta tuttavia il punto interrogativo sul nome, sulla memoria.
Io se mandassi o ricevessi aiuti in memoria di un terrorista o no-global, non sarei tanto fiero e felice, nè di spedire nè di ricevere.
Sed…De gustibus…
Caro Pier,
ben poca cosa sarebbe una piazza a Genova intestata al martire della causa di chi non ha causa! Mi sembra che in uno dei sacri palazzi della nostra repubblica gli sia già stata dedicata una sala! Non ricordo in quale “tempio” ne intendo scoprirlo.
Certo mi stupisco ancora quando incontro in giro per il bel paese: piazze, viali e corsi dedicati a Lenin o all’Unione Sovietica (tuttavia non ce ne sono dedicate al Reich – almeno in quello ci salviamo). In effetti sia Lenin che l’URSS hanno rappresentato una fetta di storia del secolo scorso, anche se non italiana (o almeno non ufficialmente… mitrokin docet!).
Questo per dire che in questo paese ci sono eroi buoni ed eroi cattivi, carnefici buoni e carnefici cattivi, e personaggi storici ancora troppo attuali! Non mi stupirei più nemmeno se un giorno si vendessero i nomi delle vie per farne pubblicità! Ti immagini vivere in via Mastrolindo o peggio in largo Tampax?!?!