Il ritorno in pista di Michael Schumacher dopo il terribile incidente a Massa è stato definito dallo stesso pilota tedesco come un modo per essere riconoscente e leale nei confronti del team.
A queste parole ad ogni sportivo verrebbe da aggiungere “Oh! Che signore Schumy” e molti avrebbero potuto cancellare un po’ dell’antipatia che MS era riuscito ad accumulare in tutti gli anni di corse. Nessuno critica la sua abilità, ma come simpatia e disponibilità credo non ci sia niente da ridire a definirlo stronzo.
Bè, mi stavo ricredendo. Visto l’urgente bisogno della Ferrari di trovare un pilota, che poi anche qui ci sarebbe un altro discorso da fare, lui si rende disponibile a sostituire Massa per “riconoscenza e lealtà”. Grande gesto.
Peccato che sia di oggi la notizia che il suo compenso dovrebbe essere intorno ai 3,2 milioni di euro a gara. A gara!
Complimenti allora. Questa si che è una dimostrazione di signorilità. D’altra parte non c’era da aspettarsi altro da uno come MS, tanto bravo in pista quanto poco galante fuori.
E poi, riguardo alla sostituzione di Massa, io se fossi in Genè o Badoer prenderei le mie cose e mandarei tutti a quel paese. Passo anni a fare collaudi sulle monoposto e quando mi capita l’occasione di andare in pista, quando toccherebbe veramente a me correre, chiamano e pagano un altro.
Ma scherziamo?
Quando uno tira in ballo lealtà e riconoscenza, non si comporta così o per lo meno non chiede 3,2 milioni di euro a gara. Uno per riconoscenza non chiede niente visto quello che percepito in precedenza. O se vuole uno stipendio allora non parla di riconoscenza.
Ma a quei livelli forse le parole pronunciate assumono un significato diverso da quello che siamo abituati ad attribuire loro. Forse la riconoscenza è quella che il team deve al pilota. La lealtà non lo so. Forse 3 milioni di euro a gara sono come 30 euro per me.
Forse. Ma forse no.
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