Voglio ricordarlo così, con la parola che con lui divenne un simbolo, “Allegria!”, anche se potrebbe essere il momento meno adatta per sfruttarla.
Mike Bongiorno se n’è andato oggi, a 85 anni, mentre si trovava in vacanza a Montecarlo prima di riprendere le fatiche lavorative con la nuova trasmissione Riskytutto che sarebbe andata in onda sulla piattaforma Sky. 85 anni vissuti da protagonista, sicuramente, sempre in prima linea e sempre agguerrito nonostante l’età e gli acciacchi. E’ stato il padre della televisione italiana, l’uomo simbolo dei quiz televisivi e un’icona per il piccolo schermo. Credo che dall’arrivo della televisione in Italia ad oggi, tutti, almeno una volta, abbiano giocato con Mike e abbiano riso delle sue gaffes, senza mai capire quanto fossero costruite per catturare la simpatia del pubblico o fossero totalmente ingenue, dovute al suo candore.
Professionista e perfezionista all’inverosimile, gli aggettivi ora si sprecano, Mike era una di quelle persone che si amavano o non si sopportavano. Dicono di lui che fosse amabile e disponibile anche se molte volte, nelle varie interruzioni del suo lavoro, non sembrava poi così gentile ed educato ma scorbutico ed irascibile forse proprio per come viveva le ore negli studi televisi, sempre alla ricerca del meglio. D’altro canto, preso nei momenti migliori, sapeva essere autoironico e sapeva mettersi in gioco in ruoli che non fossero propriamente a lui congeniali, ma ci stava e questo lo rendeva un po’ più umano, quando invece lo si credeva una creatura mitologica.
L’unica cosa che rimprovero a Mike è che non sia stato capace di farsi da parte quando sarebbe stato conveniente farlo, quando stava percorrendo il viale del tramonto. La sua presenza ha limitato la crescita e l’esplosione di altri possibili talenti che non sono mai emersi del tutto, vivendo nel limbo dell’incertezza. Perchè Mike, nonostante il fisico asciutto, era una presenza ingombrante, bastava il suo pollice verso per stroncare la carriera di chi non avesse tutti gli attributi per farsi largo in quel mondo di squali qual’è la televisione.
Per il resto, che dire…E’ stato un grande e ha saputo farsi valere come tale.
Arrivederci Mike. La tua prossima trasmissione avrà il maggior successo di sempre con un pubblico d’elite. E visto che mia nonna ti adorava, se ti capita intorno, salutamela.
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