All’ombra di un ginko biloba Pin e Puk interrogano il maestro Tsu Nam sulla saggezza. “Colpiti” dai suoi insegnamenti e dal suo bastone di bambù, i discepoli sognano di raggiungere il nirvana e di suonare il gong che produce armonia, valanghe ed eruzioni. A Milano, intanto, è tempo di vacanze e Aldo, Giovanni e Giacomo hanno pianificato la partenza intelligente, diretti una volta di troppo alla stessa spiaggia e allo stesso mare. Un calcio ad un pallone e l’ammutinamento familiare sconvolgeranno il loro programma. Niente ferie o licenze per Padre Bruno che chiede a Dio la misericordia e ai fedeli l’obolo per la sua chiesa, corrotta dagli anni e defraudata da Mario, un sagrestano che “risparmia” le offerte per comprarsi la moto dei sogni. Non hanno invece bisogno di restauro i quadri del castello di Hogwarts, ritratti parlanti e sbeffeggianti che scivolano fuori dalla cornice per insediarsi in un’altra e conquistare una dama “con un ermellino”. Nel mondo dei babbani Aldo e Giovanni giocano a calcetto e generano prole, soltanto Giacomo manca la porta e la rete. Tra medicina ayurvedica e calcolo della temperatura basale, cercherà di concepire il suo goal più bello.
Italia – 2008 – 100′
Genere: Commedia
Con: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Silvana Fallisi, Sara D’amario, Victoria Cabello, Sergio Bustric, Luciana Turina, Cinzia Massironi, Alfredo Colina, Debora Villa, Elena Giusti, Federica Cifola, Lucianna De Falco, Raul Cremona, Isabella Ragonese, Angela Finocchiaro
Prima visione ieri sera su Sky nel ciclo Lunedì Premiere. Il film e il titolo non mi hanno mai ispirato particolarmente, ma visto che ero a casa l’ho guardato. Mai scelta fu più avventata. Un film che in assoluto non significa nulla, non ha senso, non ha nè capo nè coda. Quattro episodi che lasciano perplessi e che proprio non fanno ridere, nemmeno per una battuta. Personaggi già visti e rivisti, le solite interpretazioni, niente di nuovo. Praticamente una noia mortale.
Sinceramente non saprei nemmeno cos’altro scrivere perchè a dire il vero la pellicola mi ha anche un po’ irritato. Forse, dopo gli inizi spumeggianti, il trio ha perso un po’ di verve, un po’ di idee. Fatto sta che dopo il vero successo di “Tre uomini e una gamba” tutto quello che è venuto dopo è stato una copia o copia di una copia. E questo film è proprio l’esempio più eclatante.
Voto: 4
Commenti Lasciati