Il tempo che vorrei

Pier
28 dic 2009

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Fabio Volo

“I’ll trade all my tomorrows for a single yesterday: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin.” È forse proprio questo il tempo che vorrei. Lorenzo non sa amare, o semplicemente non sa dimostrarlo. Per questo motivo si trova di fronte a due amori difficili da riconquistare, da ricostruire: con un padre che forse non c’è mai stato e con una lei che se n’è andata. Forse diventare grandi significa imparare ad amare e a perdonare, fare un lungo viaggio alla ricerca del tempo che abbiamo perso e che non abbiamo più. È il percorso che compie Lorenzo, un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi sentimenti, quelli più autentici, quelli più profondi. Il nuovo libro di Fabio Volo è anche il più sentito, il più vero, e la forza di questa sincerità viene fuori in ogni pagina. Ci si ritrova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia. Ma soprattutto ci si ritrova emozionati, magari commossi, e stupiti di quanto la vita di Lorenzo assomigli a quella di ciascuno di noi.

Edizioni: Mondadori
Prezzo di copertina: € 18,00
Pagine: 294

I libri di Fabio Volo non possono mancare nella mia libreria perchè è un personaggio che mi piace, in generale: mi piacciono i suoi libri, i suoi film, le sue trasmissioni in tv e mi piace la sua trasmissione alla radio. E’ uno di quei personaggi che, non so per quale motivo, sento molto vicino a me anche se lui è riuscito a raggiungere il successo e, cosa ancora più difficile, riesce a restare sulla cresta dell’onda.
Ecco perchè non potevo perdermi il suo ultimo libro, “Il tempo che vorrei”, che ho comprato qualche giorno fa e concluso oggi.
Temevo che, dopo la grande emozione che mi ha fatto provare con “Il giorno in più”, non riuscisse a ripetersi e un po’ mi sbagliavo: infatti è vero, questo libro racconta una storia che, per quanto intensa, non è all’altezza della precedente ma non per questo devo dire che sia deludente. Anzi.
Come viene scritto nel compendio, mi sono ritrovato in molte cose che riguardano la vita del protagonista e molte cose mi hanno fatto riflettere.
Tanti considerano Fabio Volo come uno scrittore semplice, banale, che riempie le pagine dei suoi libri con sillogismi o frasi fatte. Può darsi che sia così ma non lo considero un lato negativo nè un rimprovero. Tante volte quando lo leggo nella mia mente dico “E’ vero” ma non mi dispiace averlo letto da lui e anche se finisce per fare la figura del professore, preferisco che sia lui a farlo piuttosto che qualche altro personaggio che mi piace meno.
La storia è bella, intensa e a tratti anche commovente e riesce a coinvolgere il lettore soprattutto perchè non viene utilizzato il linguaggio aulico degli scrittori storici che per dire qualcosa ci mettono due o tre righe, Fabio è sempre diretto, talvolta anche duro quando deve esprimere un concetto, ma almeno sai di non poterlo fraintendere, sai quello che voleva dire e te lo dice proprio nero su bianco, senza lasciar spazio all’immaginazione. Quel che si immagina invece è tutto il resto, l’ambientazione, i visi, le persone, i luoghi, gli odori, i rumori e la musica che è sempre parte degli scritti di Volo, quasi come fosse la colonna sonora del libro.

Ho finito di leggerlo oggi e avrei voluto tornare su qualche passo per rileggerlo e riflettere ancora, ma preferisco prima tenermi il sapore sulle labbra ancora per qualche giorno, in modo da riuscire ad apprezzare il valore della storia poco a poco. Per il resto c’è sempre tempo.

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