A due passi dal cuore e da Piazza del Popolo si incontrano e si innamorano Andrea e Giulia. Andrea è uno studente di architettura cresciuto in periferia, Giulia una liceale borghese viziata nel centro di Roma. Diversi per estrazione e frequentazioni, i giovani amanti imparano ad amarsi “giù al faro” e lontani dalle contestazioni degli anni Settanta. Ebbri di “baci a labbra salate”, vivono spensierati la loro età e il loro sentimento fino a quando la vita non presenta loro il conto e una cartolina rosa. Partito per la leva, Andrea si strugge in caserma in attesa della licenza e del suo piccolo grande amore. Costretti alla cattività, Giulia e Andrea provano a resistere alla lontananza e alla separazione, ritrovandosi e perdendosi “dentro il rosso di un tramonto”.
Italia – 2009 – 110′
Genere: Sentimentale
Regia: Riccardo Donna
Con: Emanuele Bosi, Mary Petruolo, Mariella Valentini, Daniela Giordano (II), Federico Galante, Claudio Cotugno, Valentino Campitelli, Giulia Amato, Veronica Corsi, Matteo Urzia, Giancarlo Previati
Un film sentimentale con qualche parte musicale sulle note di Claudio Baglioni, questa è in sintesi l’immagine del film “Questo piccolo grande amore”. Che si rivolga ad un pubblico adolescenziale è piuttosto tipico, come potrebbe farlo anche “Scusa ma ti chiamo amore”, ma il film per quanto possa apparire smielato non è per niente malfatto. Anzi.
Posso dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla storia anche se la trama è apparsa fin da subito piuttosto scontata, ma era logico e anche normale per questo genere di film. Quel che mi ha sorpreso, invece, è stato il finale che, per un genere così, non ce lo si aspetta proprio. E poi viene lasciato anche ampio margine di interpretazione alla conclusione, con lo spettatore che può credere e pensare al finale migliore per lui.
Romantico, certo, però di quel romanticismo sottile, bello, puro, che riesce a far sognare e fa venire la voglia di tornare indietro nel tempo, a rivivere quegli anni spensierati d’amore e di fughe, con la cornice degli anni 70 che è solo una locazione temporale e non interferisce mai con il racconto, riuscendo però a far rimpiangere il passato in cui la vita era più semplice, più ingenua.
La voce narrante è quella delle canzoni di Claudio Baglioni e non poteva essere altrimenti.
Voto: 7
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