Dopo più di un decennio come missionario don Carlo torna a Roma dove ritrova la sua famiglia normalmente allo sbando (un fratello cocainomane che si è dato alla finanza e una sorella mamma di adolescenti emo, entrambi ordinariamente ipocriti). Il nucleo già abbastanza frammentato è messo ulteriormente alla prova dall’arrivo della seconda vita del padre il quale, ormai vedovo, ha un’amante slava di nome Olga molto più giovane di lui con la quale si sente rinato e che vizia senza sosta. Proprio la morte dell’amante tuttavia costringerà don Carlo ad entrare in contatto con Lara, figlia di Olga, diventata proprietaria della casa che una volta apparteneva alla famiglia e dunque capace di tenere i tre fratelli in scacco perchè l’aiutino ad ottenere l’affidamento del figlio.
Italia – 2010 – 115′
Con: Carlo Verdone, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Sergio Fiorentini, Angela Finocchiaro, Olga Balan, Agnese Claisse, Tamara di Giulio, Cristina Odasso, Giorgia Cardaci, Marco Guadagno, Roberto Sbaratto, Loukoula Letizia Sedrick Boupkouele, Antoinette Kapinga Mingu, Nimata Carla Akakpo, Gianfranco Mazzoni, Valeria Ceci, Marco Minetti
Regia: Carlo Verdone
Genere: Commedia
Carlo Verdone torna a vestire gli abiti da prete in una commedia dal sapore amaro in cui le risate sono un contorno alla narrazione di una vicenda familiare e personale che mette a nudo la meschinità delle persone. Certo, gli spunti divertenti non mancano, ma ormai anche Verdone ha perso un po’ del suo feeling con la comicità. Le gag sono quasi sempre forzate e costruite per portare ad una situazione facilmente preventivabile, ma non per questo perdono d’efficacia. D’altra parte sembra più una denuncia degli attuali stili e comportamenti più che un film in cui si vuol divertire lo spettatore, un po’ anche com’era stato “Italians” in cui i retroscena lanciano spunti per la riflessione che in un film del genere non ti aspetti.
Forse proprio per questo Verdone diventa un po’ impalpabile nel film, è una sorta di “metà strada” tra il completo e l’incompleto che non delude ma non si fa apprezzare e il regista/attore finisce per essere un uomo in abiti talari e non viceversa come avrebbe dovuto essere.
Deludente invece è il finale, del tutto buonista, in cui il “volemose bene” la fa da padrone, mettendo d’accordo tutta la famiglia ma forse non lo spettatore.
Voto: 6
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