Su segnalazione di un’amica, sono andato a guardare il servizio delle Iene condotto da Pelazza, che si è occupato delle donne del Bangladesh sfigurate dall’acido solforico versato dai loro pretendenti rifiutati e che per questo motivo si sentono in dovere di punirle per sempre, rovinando il loro viso, cancellando la loro bellezza e lacerando la loro anima.
Ammetto di non aver mai sentito, prima d’ora, questo tipo di tortura e adesso che l’ho conosciuta sono letteralmente inorridito: donne rovinate perchè hanno rifiutato uno spasimante, perchè troppo belle, perchè troppo fedeli. Bambine rifiutate dai genitori alle quali è stato versato dell’acido in bocca perchè sarebbe stato preferito un figlio maschio… L’atteggiamento di queste persone è inqualificabile, non è possibile arrivare a tal punto solo per essersi sentiti dare un rifiuto o perchè il destino ha voluto che nascesse una figlia invece che un figlio. Il medico dell’ospedale che si occupa di questi casi parlava di 30-40 ustioni al mese che, per fortuna, ora sembrano essere scese a 4-5.
Donne senza colpa rovinate per tutta la vita in un paese maschilista in cui non ci sono solo uomini, ma anche delle bestie. Perchè arrivare a compiere un gesto tanto grave non è normale, non sarebbe nemmeno da bestie, è ancora peggio.
Posso capire, per modo di dire, che l’uomo rifiutato possa volersi vendicare, prendendo la donna contro la sua volontà. Per quanto sia un gesto vigliacco e vergognoso, accetterei anche di giustificarlo perchè comunque, passato lo shock, la donna potrebbe riprendere la sua vita normale. Ma così è troppo, non si può rovinare per tutta la vita una persona, non si può negarle la propria identità facendo in modo che non si riconosca allo specchio.
Quelle donne non hanno subito un torto, non hanno subito una vendetta. Quelle donne hanno perso la possibilità di vivere!
Se si sposeranno, sarà solo per pietà. Dovranno lottare più delle altre per guadagnarsi un posto in una società che, per quanto se ne voglia, è ancora troppo esteta.
Gli uomini che compiono tali reati non sono da condannare alla pena di morte, sarebbe troppo semplice. Non sono nemmeno da incarcerare.
Andrebbero trattati alla stessa maniera, andrebbe versato sul loro viso lo stesso acido, dovrebbero provare le stesse sofferenze atroci che hanno causato ad altri, il loro viso, la loro espressione, i loro occhi, i loro sorrisi dovrebbero essere cancellati così come hanno cancellato quelli altrui.
Non ci dev’essere pietà per loro, nessuna.
Il titolo che hai scelto per l’articolo “Sfigurate nell’anima”, riassume tutta la tragedia che hanno vissuto e che continuano a vivere queste donne.
Purtroppo, le statistiche hanno dimostrato che sanzioni anche esemplari e definitive come la pena di morte o il carcere a vita, non hanno portato risultati confortanti.
Quei crimini odiosi continuano ad essere consumati. L’ultimo risale al Settembre del 2009.
La via utile, a mio parere, è intervenire sull’educazione degli individui, cercando di influenzare e sensibilizzare in seno alla cultura e al modo di vedere le cose.
Ottimo articolo, non lo condivido in alcune parti, quando dici che la violenza carnale può attenuarsi se lo si vuole, diciamo che è meno evidente e spettacolare, ma sempre di violenza si tratta e anche quella tipologia sfigura l’anima e non viola solo il corpo.
Comunque, ancora una volta, ti ringrazio per avere ospitato questi argomenti nel tuo blog.
E’ necessario che se ne parli. Anche questo è un modo di combattere.
Concordo pienamente con Lisa: come si può suggerire ed ancor prima pensare che lo stupro sia un’alternativa migliore della sfigurazione?
Una donna presa con la forza contro la sua volontà è violata nell’anima, profondamente ed indelebilmente.
Solo un uomo avrebbe potuto pensare diversamente.
La sessualità, femminile e si spera presto anche maschile, è Sacra.
Spero che la giusta indignazione provata da chi ha visto il servizio delle Iene si traduca presto e bene in qualcosa di concreto come l’iniziativa di Ridare un Volto a queste donne e bambine.
Grazie
No, attenzione, non fraintendermi.
Non ritengo che lo stupro sia l’alternativa migliore. Condanno lo stupro quanto il gesto di sfigurare la donna, ma ritengo (e posso sbagliare) che con il tempo, con le cure, con l’aiuto di uno psicologo, l’essere umano, in questo caso donna, possa riuscire a superare il trauma subito. Tutti i ma e i forse e tutti i dubbi sono d’obbligo, ovviamente.
Ritrovarsi con il viso o con il corpo rovinati per sempre lascerà un segno ancora più inguaribile e indimenticabile, quand anche si riesca a restituire un aspetto di normalità in chi subisce quell’atroce violenza.
Io sono per la stessa pena, la più severa, per chi si macchi di uno o dell’altro crimine.