Ieri la corte dell’Unione Europea ha definito illegittima la presenza del Crocifisso nelle scuole italiane.
L’Italia presenterà ricorso contro questa decisione per difendere la possibilità di manifestare l’idea religiosa nelle scuole, come è sempre stato.
Io da tempo invece ritengo illegittimo che qualcuno ci obblighi a togliere il Crocifisso dalle nostre scuole. C’è sempre stato e deve rimanere sempre.
Illegittimo è chi, arrivando dall’estero, ritiene un’offesa vedere Cristo in croce. Io ritengo un’offesa che tu, straniero, venga qui ad imporre le tue regole e i tuoi capricci.
Io se vengo da te ed entro in una scuola non sono offeso dai tuoi simboli religiosi. Cerca di adeguarti, visto che non sei a casa tua.
Illegittimi sono i giudici che puntano il dito contro di noi e non contro chi occupa un territorio che non gli appartiene.
Non siamo noi a doverci modificare, sono quelli che arrivano.
Illegittimo sarà anche il ritratto del presidente della Repubblica, perchè a qualcuno può non andare bene.
E invece quello che pensano gli italiani in Italia non conta, quello che pensano gli stranieri si.
Illegittimo è un parlamento europeo che intima all’Italia di accogliere gli stranieri che dalle altre nazioni europee non vengono nemmeno fatti sbarcare.
Non siamo una nazione benefica, se abbiamo dei doveri devono essere uguali per tutti. O per nessuno.
Quindi, prima di giudicare noi, siate giudici di voi stessi e vedrete quante sentenze dovrete emettere!
Capisco che la tradizione italiana sia legata anche all’immagine del crocifisso nelle aule. Così come il tuo sfogo umano ma legittimo solo in parte.
Qui, non si tratta di tradizione, ma di un problema legato a un Concordato del 1929, i Patti Lateranensi, che disciplinano l’attività della chiesa all’interno dello Stato.
Ciò è stato sancito nel 1946 dall’ articolo 7 della Costituzione che entra palesemente in contrasto con l’art.8 della stessa, il quale dice che le confessioni religiose sono da considerarsi libere davanti alla legge e che quelle diverse dalla cattolica, hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, che non siano in contrasto con l’ordinamento giuridico italiano.
Alla luce di questo si è capito che era necessario eliminare questo contrasto, magari con l’abrogazione dell’art. 7, ma solo i parlamentari possono avviare l’iter, visto che un referendum popolare non ha efficacia.
Penso sia giusto che tutte le confessioni religiose abbiano lo stesso peso, e che nessuna in particolare, neppure quella Cattolica, debba prevaricare le altre, per una questione di parità di diritti e libertà degli individui a professare ciò in cui scelgono di credere.
Dimentichiamo troppo spesso che si va verso una multietnicità, ma ancor più che lo Stato italiano è in verità uno stato laico!
Come al solito, l’importante è parlarne, in un modo o nell’altro. Grazie Pier!
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