Bisogno di una pausa, questa è la naturale conseguenza del post di ieri con la relativa confusione mentale.
Una pausa che non si sa quale natura possa avere e non si sa quali conseguenze possa portare.
Per la mia esperienza personale, le pause non sono mai state proficue per la coppia, sono sempre state il preludio alla separazione. Anzi, molto spesso ci si prende una pausa perchè risulta troppo difficile lasciare per cui si punta su questa soluzione per lasciare morire, col tempo, la situazione, senza dover intervenire e passare per crudi o cattivi.
Di certo c’è che questa pausa stavolta può essere utile anche per me, per capire davvero cosa voglio e dove voglio arrivare. Resto in stand-by ma intanto rifletto, considero e valuto.
E alla fine tiro le somme, metto sulla bilancia pro e contro, lasciando da parte, per quanto possibile, sentimenti e coinvolgimenti, cercando di effettuare un analisi del tutto oggettiva.
L’unica cosa è che io non capisco le pause, sono molto più drastico: si, oppure no. I forse, mah, boh non mi piacciono perchè mi sembra una presa in giro per le persone che devono vivere la situazione.
Comunque, staremo a vedere. Io sono al balcone e aspetto, guardo giù.
Almeno fino a quando non sento i primi brividi e decido di tornare in casa. Fino a quel momento sono disponibile a tutto, più tardi no…
Nunc te cognovi: quare etsi impensius uror,
multo mi tamen es vilior et levior.
“Qui potis est”, inquis? Quod amantem iniuria talis
cogit amare magis, sed bene velle minus.
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