Una duplice apertura, su due fronti, sui due fronti che ultimamente stanno caratterizzando la mia vita.
Da una parte un timido ed insicuro tentativo di riavvicinamento, dall’altra la possibilità di tornare ad essere quello che ero.
Per entrambe le situazioni si parla solo di ipotesi, non c’è ancora nulla di definito nè di certo perchè molte cose devono essere valutate, da entrambe le parti, ma almeno è un inizio.
Una è uno dei desideri che ho sempre tenuto vivo, l’altro è una circostanza, ma per tutte e due le situazioni bisogna fermarsi, pensare, sgombrare la mente e fare tutta la chiarezza del caso.
Non è più il tempo di accettare incondizionatamente tutto quello che arriva e mandare giù, no. Ora posso e devo dire la mia opinione che dev’essere vincolante.
A certe cose posso dire di si, altre posso farmele andare bene, ad altre ancora devo dire categoricamente di no.
Se mi hanno portato, tutti quelli coinvolti, a questa situazione, ora devono accettare quello che sono diventato.
Più freddo, forse. Meno emotivo. Determinato a non farmi schiacciare dal primo che passa.
Io, da parte mia, ho lanciato l’amo. Aspetto che il pesce abbocchi. Poi, quando avrà abboccato e l’avrò salpato, potrò ancora decidere di tenerlo o ributtarlo in acqua.
Non sto morendo di fame come prima mi sembrava. Posso ancora scegliere e questa volta voglio farlo per bene, mettendo sulla bilancia tutti i pro e i contro, pesando e ripesando tutto più volte per essere sicuro del risultato.
Se poi, come potrebbe accadere, le condizioni che porrò non saranno accettate, amici come prima. Anzi, arrivederci e grazie.
Ho nuove idee, nuovi orizzonti, nuove mete da raggiungere che ho scoperto vivessero dentro di me da molto tempo. Bastava avere o trovare il tempo per metterle in luce.
Visto che il tempo per riflettere mi è stato imposto, ne ho approfittato ed eccole spuntare.
Non hanno ancora la priorità, prima di tutto tengo ancora le due situazioni in cui ho trovato lo spiraglio, ma non devono condizionarmi o mettermi di fronte a scelte drastiche.
Ora scelgo io. Che piaccia o no.
(Immagine di Rita Bertoncini)
Che lingua è “l’avrò salpato”? Salpare è un verbo intransitivo. Non si “salpa qualcosa” (e tantomeno un pesce: verifica il significato del verbo “salpare”).
Te lo faccio notare solo perchè so che ami origliare sotto la doccia l’uso dell’italiano…
E’ italiano ed è il termine che si usa nel gergo della pesca per far uscire dall’acqua il pesce allamato.
Se non ti fidi ti rimando ad una delle tante pagine di pesca che si trovano nel web http://xoomer.virgilio.it/cjbur/b_salpare_lucci.htm