Sfrutto l’occasione per mandare il sindaco di Milano, la giunta e tutta l’amministrazione comunale…”ecologicamente” a cagare.
Prima di tutto mi chiedo a cosa serva l’ecopass.
Poi mi chiedo per quale motivo sia possibile che pagando e ottenendo il tagliandino, si possa accedere al centro di Milano. Forse pensano che pagando l’inquinamento diminuisca? O i soldi che ricavano li usano per pagare qualcuno che con un retino per farfalle va a raccogliere le polveri sottili emesse dalle auto senza filtro antiparticolato?
Poi mi chiedo anche come possa fare uno che arriva da fuori Milano a sapere se il suo mezzo possa transitare o meno. Si può guardare su internet? Ah, vero. Infatti tutti hanno in macchina il computer collegato ad internet e tutti sanno che sul sito ecopass esiste un form per verificare la propria targa e scoprire se si possa transitare o meno.
Inoltre i cartelli con il divieto riportano tutto chiaramente. Infatti per leggere il cartello le soluzioni sono due: o si parcheggia l’auto in divieto di sosta , oppure si blocca il traffico per qualche minuto per leggere tutte le specifiche che sono riportate ad una grandezza appena più grande del font di questo post.
Resta il fatto che stamattina mi sono dovuto recare, a malincuore (io odio Milano) nel capoluogo lombardo per un appuntamento da un cliente. Scopro, quando arrivo alle porte del centro, che il cliente ha l’ufficio nella zona ecopass e, non essendo sicuro delle caratteristiche della mia auto, decido di non addentrarmi per evitare salate sanzioni. Dopo aver girato per circa 35 minuti alla ricerca di un parcheggio non troppo lontano, mi accontento di un’area di sosta a circa 3 km (stima del navigatore) dalla via in cui devo recarmi. Mi guardo intorno e non trovo nessun cartello di divieto o di limitazione per la sosta. Ce n’era uno, ma sull’altro lato della strada. Quindi a piedi percorro i miei 3 km in poco meno di mezz’ora. Sbrigo le cose col cliente e a piedi ripercorro la stessa strada, soddisfatto dall’incontro che ha avuto esito positivo.
Arrivo al parcheggio e salgo in macchina alle ore 16.32. Tolgo il giubbotto, infilo la chiave quando scorgo un foglio bianco sul parabrezza.
Spero…spero sia solo una pubblicità. Scendo dall’auto, sfilo il foglio dal tergicristallo e imprecando a più non posso, constato che si tratta di una contravvenzione: sosta in zona per residenti, € 38,00.
Non è la cifra, minima, a farmi incazzare. E’ il fatto che ce l’ho messa tutta a parcheggiare in una zona libera o presunta tale, senza considerare che abbia dovuto camminare, tra andata e ritorno, per 6 km… guardo la contravvenzione sperando in qualche errore del vigile…e invece di trovare errori mi incazzo ancora di più leggendo l’ora in cui è stata compilata: alle 16.28. QUATTRO MERDOSI MINUTI prima che arrivassi! Che se solo avessi parcheggiato 500 metri più vicino mi sarei risparmiato la spesa. Che se avessi saputo che potevo transitare, avrei potuto parcheggiare in una zona libera o parcheggio a pagamento. Che se ci fosse stato qualcuno o qualcosa ad informarmi sul funzionamento dell’ecopass, anche se avessi dovuto pagare i 2 euro per il transito, ne avrei risparmiati 36.
Per questo, visto che si prodigano a chiudere il centro come e quando vogliono loro, è giusto che sappiano che uno, almeno uno che con Milano per fortuna non c’entra niente, in questo momento dedica a loro, sindaco Moratti, amministrazione, giunta e tutti quelli che vivono a spese altrui, li ha mandati a cagare per tutto il giorno. Più ecologico di così…
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