Inizio il conto alla rovescia per la “fatidica” data del 17 aprile, giorno in cui diventerò più vecchio di un altro anno.
Stavolta tocco quota trentadue seppur, come sempre, ritengo l’età solo un dettaglio anagrafico senza importanza perchè, nonostante gli acciacchi e lo stile di vita da pensionato, non mi sento trentaduenne con la testa e con lo spirito.
Non è che mi ritenga immaturo, quello no, però sono ancora dell’idea che ci siano milioni di cose da fare prima di definirmi cresciuto.
A me piace ancora giocare, mi piace giocare a calcio, giocare con la Playstation, mi piace andare a pescare, mi piacciono i cartoni animati, ho voglia di viaggiare e mi piacciono tante, tante cose innocenti che non sempre sono proprie dell’età adulta.
Alla mia età ci sono persone che sono già sposate o convivono, hanno già figli, hanno già anche ben definito il loro futuro, la loro attività lavorativa. Io, a parte un po’ di lavoro, a queste cose ancora non ci penso e non ci voglio pensare. Un po’ perchè non voglio, un po’ perchè non posso realizzarle. Delle volte, è vero, mi sento insoddisfatto ma per adesso va bene così. Fino a che proprio non sarò con l’acqua alla gola, fino a che non potrò proprio farne a meno, evito accuratamente di lasciarmi travolgere da tutti i doveri o comunque cerco di compensarli con i piaceri. Che siano pure infantili, non importa. Non giudico e non voglio essere giudicato. Anzi, se voglio essere giudicato, devo essere io il primo a farlo.
Per ora va così. All’alba delle mie trentadue primavere vivo bene come sto. Deluderò e avrò deluso alcune persone che speravano in un mio ravvedimento, ma mi spiace, non è andata così.
Questo compleanno avrà un sapore particolare e sarà un pochino diverso dai precedenti, ma non importa. Sto imparando, e su questo punto sto crescendo, a non fare più caso e a non aspettarmi più niente. Prendo quello che arriva, vivendo anche alla giornata, ma almeno non mi faccio illusioni. E senza illusioni non c’è il rischio di restare delusi.
Commenti Lasciati