È il 1954. Sotto i portici di Bologna, il diciottenne Taddeo vive con la mamma e il nonno e sogna di poter diventare un frequentatore del Bar Margherita. Si procura una macchina e un po’ di fortuna e ottiene il soprannome di “Coso” e il ruolo di autista di Al, nelle sue visite notturne al night club Esedra e poi ad un piatto di lasagne alla stazione. È così che conosce Bep, che non si toglie mai i guanti da guida perché il padre gli ha promesso una porsche, Gian, che ha ricevuto una lettera d’invito dal Festival di Sanremo, Manuelo che commercia in auto rubate e spoglia le donne con gli occhi, e Zanchi, Sarti, Pus e Mentos.
Italia – 2009 – 90′
Con: Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Luigi Lo Cascio, Fabio De Luigi, Gianni Cavina, Neri Marcorè, Katia Ricciarelli, Luisa Ranieri, Pierpaolo Zizzi, Gianni Ippoliti, Claudio Botosso, Niki Giustini
Genere: Commedia
L’attesa non ha deluso le aspettative.
Un bel film, di quelli che cercavo da tempo, leggero, spensierato, divertente. Una bella commedia all’italiana, come da tempo non se ne vedevano.
Pupi Avati unisce un gruppo di ottimi attori per un film che probabilmente non passerà alla storia ma che ha il merito di far sorridere per un’ora e mezza davanti al teleschermo. Bello, piacevole che fa venire la voglia di riguardarlo senza annoiarsi nel rivedere le stesse scene. Merito del sapiente intreccio delle storie che confluiscono tutte nella stessa sede del Bar Margherita in cui tutti si conoscono e tutti sono amici. Il cantante di Sanremo, il “linfomane” siciliano, il nonno che vuol suonare il pianoforte e il giovanotto che spera di entrare nelle grazie dei grandi del bar per finire con la sempre grande interpretazione di Diego Abatantuono, “nel suo piccolo”.
Lodevoli l’idea del narratore interpretato dal più ingenuo dei frequentatori del bar, l’ambientazione della storia negli anni 50 ancora non inquinati dalla modernità e anche la località scelta che ben si presta all’idea della pellicola. Un film che ha centrato in pieno l’obiettivo.
Voto: 7,5
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