Sarò il primo a farmeli, come sempre, quindi provvedo subito: Auguri Pier!
L’anno scorso non ho scritto nulla in questo giorno perchè non c’ero…ero a festeggiare nella sempre meravigliosa Parigi.
Avevo scritto due anni fa, alla soglia del trentesimo anno che mi sembrava un compleanno tanto importante e invece poi si è rivelato come tutti gli altri. Significativo, certo, perchè trent’anni erano un nuovo punto d’inizio, ma comunque normale.
Quest’anno invece sarà un compleanno particolare per altri versi. Infatti, a parte la famiglia e qualche amico che mi è rimasto, sarà un genetliaco più solitario, un giorno in cui riceverò probabilmente alcuni messaggi, alcune telefonate, interventi su facebook ma che alla fine trascorrerò da solo, almeno fino all’ora di cena. Sono riuscito a raccogliere qualche adesione per una cena tra amici, una decina di persone che ho conosciuto in quest’ultimo anno e che hanno accettato di festeggiare il mio compleanno.
Matteo, Chiara, Silvio e consorte, Pera, Sajno, Edo e poi, con grandissimo piacere, anche Davide e Isa. A loro due ci tenevo particolarmente.
Ci saranno anche le solite assenze, quelle che ormai non mi toccano più anche se hanno cercato di sfiorarmi e probabilmente oggi si faranno sentire. Anzi, leggere. Ma che poi torneranno nel dimenticatoio come io tornerò nel loro.
Oltre a loro quest’anno mancherà anche lei ed è proprio la sua assenza a rendere il giorno insolito. Dopo quattro anni sarà il primo compleanno da single e la cosa, effettivamente, mi suona ancora un po’ strana. Come se non sia ancora riuscito a rendermene conto pur essendo così praticamente ormai da due mesi. Ma la decisione è stata sua, con responsabilità alla pari. E’ strano, ma è così.
E dopo quattro volte, è anche il primo compleanno a casa. Dopo Montreaux, Neuschwanstein e Parigi quest’anno saremmo dovuto andare in Scozia. Ma è saltato tutto, è saltato anche il vulcano in Islanda…sembrava proprio destino che non dovessi andare là. Sarà un segno?
Passando ai discorsi materiali, questo compleanno mi ha riservato una grande sorpresa che proprio non mi aspettavo. Dovrò praticamente accollarmela tutta io, però c’è stato l’accordo di tutti e comunque un grande aiuto nel realizzarla.
Tra qualche giorno pubblicherò la foto.
Il resto non lo so, spero in qualche pensierino da parte dei più intimi, niente di eccezionale perchè stranamente quest’anno sembra che non abbia particolari esigenze.
Avrei voluto solo un paio di cose, ma esulano dai regali materiali e pur potendosi regalare non arriveranno. Ma mi sembra giusto non dire di cosa si tratti.
Restano gli ultimi pensieri di questo intervento che, con molta presunzione (concedetemelo, almeno oggi), voglio dedicarmi.
Voglio farmi gli auguri. Per tutto.
Gli auguri per il mio compleanno. Per il mio lavoro. Per la mia vita.
Voglio augurarmi che tutto vada bene anzi, che possa andare meglio di come sta andando.
Voglio augurarmi di avere persone intorno a me che si rivelino amici e mi considerino come tale e non come un semplice tappabuchi.
Mi auguro di poter essere sempre sincero, leale e onesto, come hanno voluto crescermi, anche con chi non lo merita. Perchè io sono fatto così e cambiare, ora, è difficile.
Mi auguro anche un po’ di serenità e di poter sorridere a lungo. Non tanto, ma un pochino me lo merito.
E mi auguro di riuscire sempre a vincere la sfida più difficile, quella di guardarmi allo specchio e sapere che anch’io, nel mio piccolo, valgo.
Buon compleanno, Pier!
Noooo, ho perso il colpo, mannaggia, valgono sempre i miei auguri anche se in ritardo?
Comunque in merito alle ultime righe del tuo post, certo che vali, e non lo misuri dai regali che ricevi o dal numero delle persone che ti mandano gli auguri…ma per quello che sei e per come sai riconoscere le persone che valgono come te.
Un abbraccio e tanti tanti auguri, di cuore Pier.
I tuoi auguri, Erika, valgono sempre e comunque. E mi riempiono di gioia.
Tu sai che anche se non ci conosciamo personalmente, ti considero speciale.
Grazie di cuore. Un bacione!
Toglimi una curiosità Pier… Perchè tutti i tuoi posti debbono essere necessariamente patetici? Voglio dire, perchè, che tu sia allegro, contento o malinconico (tuo stato naturale questo), non riesci a scrivere un post che non appaia estratto da “Incompreso”? Che necessità hai di suscitare sempre e solo compassione da tutti quelli che passano di qui? Guarda che di post tuoi ne ho letti parecchi: ce ne fosse mai stato uno diverso! Come fai a coltivare dentro di te questo perenne stato “gnegnoso”, che sia Natale, Pasqua, Capodanno o il tuo compleanno?