Che cosa terribile! Purtroppo alla libreria “Il Papiro” si è verificato un triste incidente. Il signor Todorovic, uno dei clienti più affezionati, è morto improvvisamente, mentre stava leggendo un libro seduto su una poltrona. Vera Gavrilovic, una delle due libraie, è costernata, e quando arriva l’ispettore Dejan Lukic, per un semplice controllo, gli comunica a cuore aperto tutto il suo sconcerto e la sua preoccupazione. Non è che l’inizio, ahimè, perché al primo si sussegue un altro decesso, e poi un altro. Le morti sono inspiegabili, l’unica traccia è che tutte le vittime stavano leggendo un libro. Per Dejan, poliziotto amante dei libri, e Vera, libraia appassionata, comincia una strana indagine, sempre più incalzante, che si allargherà e si complicherà fino a coinvolgere addirittura la polizia segreta. Finché non s’imbatteranno nell’ultimo libro…
Autore: Zoran Zivkovic
Genere: Romanzo, Romanzo contemporaneo, Letteratura straniera
Pagine: 232
Edizione: Tea
Anno di pubblicazione 2010
Codice EAN: 9788850220021
Prezzo di copertina: € 10,00
Premesso che non è proprio il genere di libro che prediligo, ho letto questo romanzo su consiglio di un amico e, nonostante tutto, nonostante le premesse, non è stata una brutta lettura. Anzi.
Mi è piaciuto lo stile adoperato dall’autore per lo svolgimento della storia, una lettura molto scorrevole e semplice con la complessità, logica, della narrazione. Credo che il lettore si ambienti bene nella storia proposta e riesca ad immaginare luoghi, odori, sapori e visioni secondo il proprio punto di vista, senza troppe pressioni dell’autore. Cosa che non riesce a molti.
Il finale lascia sicuramente di stucco per quanto sconcertante e inatteso. Forse troppo.
Però il tutto non stona all’interno del racconto ma si amalgama bene, pur costringendo la fantasia ad uno straordinario.
Avevo letto recensioni totalmente negative su questo romanzo che all’inizio mi avevano messo all’erta sulla lettura, ma devo dire che non riesco a condividerle. Forse è azzardato paragonare Zivkovic a Calvino e a Borges, forse ancor più azzardato è paragonare “l’ultimo libro” a “Il nome della rosa”, però tutta la negatività espressa dai lettori proprio non riesco a trovarla.
Voto: 6
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