Il miracolo della vita

Pier
14 giu 2010

Oggi ho letto su Facebook l’intervento di un conoscente la cui moglie ha partorito il loro secondo figlio.
Ho seguito alcuni passaggi dei suoi interventi in cui raccontava cosa stesse facendo, dove fosse e i pensieri che gli passavano per la testa, fino alla nascita del bambino.
A parte la lettura della sua felicità e i ringraziamenti alla moglie, una cosa mi ha fatto riflettere. Nell’ultimo intervento, diceva “Benvenuto Y., ti amo!”

Ora, io non so e non conosco la sensazione che si possa provare a diventare padre (tralascio l’opzione madre perchè ritengo sia una situazione totalmente diversa), non so quali emozioni affollino la mente di un neo-padre nè posso immaginare come si possa sentire una persona a cui nasce un figlio. Non so nemmeno se mai proverò una cosa del genere. Però non riesco a capire quel “ti amo”.
Forse sono io che sono sbagliato, forse in questo periodo non riesco più a concepire il senso dell’amore come realmente dovrebbe essere, non riesco a sentirlo e viverlo, però io non credo che riuscirei a dire a mio figlio, appena nato, che lo amo.
Non lo so, forse è un concetto troppo complicato che la mia mente limitata non riesce a raggiungere e in cui non riesce a districarsi. Oppure molto più semplicemente l’amore che conosco io è diverso dall’amore tra padre e figlio. Però non so, io per dire a qualcuno che l’amo devo conoscerlo, capirlo, studiarlo…non è una cosa che mi esce in modo così naturale.

Sicuramente quello sbagliato sono io, non c’è dubbio. Però il miracolo della vita è un’idea ancora troppo oltre le mie possibilità.

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