Concorrenza leale

Pier
17 giu 2010

Sono dell’opinione che il Governo, nella figura del Presidente e del ministro dell’economia, dovrebbero attuare un provvedimento per tutelare i lavoratori, intesi come industriali, al fine di promuovere e salvaguardare le grandi aziende e, al contempo, la piccola e media impresa, intervendendo in questo senso: imporre a tutti i prodotti in vendita un prezzo minimo.
In questo modo esisterebbe comunque il libero mercato, ma regolamentato e continuerebbe ad esistere la concorrenza, ma leale.
Faccio un esempio: un paio di scarpe costa 30 euro e si vende a 100 euro. C’è un negozio che lo vende a 110 euro, un’altro a 90 e si fanno concorrenza. Poi arriva un terzo che, perchè vuole promuovere il suo negozio, perchè ha avuto articoli a prezzo favorevole, perchè ha evaso le tasse o per mille altri perchè, mette in vendita lo stesso articolo a 50 euro. In questo modo tutta la clientela convergerà verso la sua attività per risparmiare, ma così si penalizzano gravemente gli altri che magari non hanno avuto gli stessi privilegi e che, comunque, devono guadagnare su ciò che vendono.
Ecco quindi il prezzo minimo imposto. Quell’articolo, a meno di 70 euro (per esempio) non si può vendere. C’è il margine di guadagno per tutti e si fa una concorrenza leale. Così non si rovina il mercato. Il primo venderà l’articolo a 70 euro, il secondo magari a 75, ma il terzo non rovinerà la piazza a nessuno.
E come per le scarpe, che era solo un esempio, così per tutto: profumeria, articoli per la casa, per gli animali, siti internet, stampa, ristoranti e pizzerie e tutto il resto.

Certo, come per tutte le cose, anche questo provvedimento dovrebbe riscontrare il favore di tutti, clienti in primis, che combattano e denuncino chi non si attiene alle regole.
Ma in questo modo si evita di scegliere un fornitore piuttosto che un altro solo per il risparmio e si premia la qualità.
Se devo andare a comprare un oggetto, non mi deve spaventare la richiesta del venditore perchè sarà in linea, più o meno, con il resto del mercato. E allo stesso modo, quando qualcuno verrà a comprare da me, saprà che potrà forse trovare un prezzo leggermente migliore da un’altra pare, ma non la metà, perchè il mio prezzo di rivendita sarà molto vicino al minimo istituzionale.
E nel frattempo si combatterà anche il sempre più crescente fenomeno delle attività extracomunitarie che distruggono il mercato con prezzi fuori dalla norma. Non ci sarà più la convenienza ad andare a comprare un paio di jeans in un negozio per esempio cinese, perchè non costeranno più 10 euro mentre dalle altre parti costano 80. Dovranno costare minimo 50 euro.
Chi non si adegua, smette di vendere. Chi sconfina con i prezzi, chiude. Italiani e stranieri.

Questa sarebbe una manovra molto più semplice delle tante, inutili, proposte e attuate dai vari governi che si sono succeduti nel corso degli ultimi anni e potrebbe garantire un po’ più di ossigeno a tutti gli esercizi commerciali del nostro territorio.

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