Aria di rivoluzione

Pier
27 giu 2010

Aria di rivoluzione Rivoluzione in Italia Rivoluzione Aria di rivoluzione L’aria è frizzante, calda ma frizzante e la temperatura sale, non solo quella del termometro. Sale la temperatura che misura la febbre del popolo, che misura la pazienza del popolo. Ed è parecchio alta.
Ci sarebbe voglia di rivoluzione, di abbattere tutto e ricostruire tutto, governi, consigli regionali e comunali, far piazza pulita delle solite facce, una pulizia completa. E ricominciare, daccapo.
Basta, basta davvero, la pazienza che stiamo avendo è stata superiore ad ogni più rosea aspettativa e ha ormai raggiunto il limite. E’ arrivato il momento di cambiare, ma cambiare radicalmente.

Questo è un discorso generale, non mi riferisco ad un partito o all’altro, mi riferisco a tutti i partiti italiani. A tutto il sistema che in Italia fa acqua da tutte le parti con persone che pensano di essere più meritevoli di altre e acquisiscono il diritto di ridurre allo stremo le forze del popolo. Politici che non pensano ad altro che al tornaconto loro e dei loro parenti e amici, pensano ad ingrassare senza vergogna a spese del popolo (loro e i loro conti in banca) parlando di cose che sanno che non realizzeranno mai, giusto per attirare il favore della gente.

Perchè purtroppo, per quanto i luoghi comuni dicano che gli italiani siano furbi, è anche vero che l’italiano, preso singolarmente, è un somaro. Nel senso che prende bastonate per tutta la vita, ogni tanto vede una carota e si illude, senza sapere che ogni carota è il preludio ad un altro carico di bastonate. E continua, a testa bassa, a lavorare, senza mai ribellarsi. Un somaro.
E mentre l’italiano normale prende le bastonate, ci sono quelli che li rappresentano che mangiano, mangiano, mangiano. Chi si modifica le leggi a proprio favore, chi fa credere di essere dalla parte del popolo e poi compra case e yacht e chi passeggia con i maiali per le piazze (con la gente che non sempre nota la differenza). Il tutto condito da un’eterna e incessabile presa in giro, sorrisi falsi, parole vuote.

E’ ora di dire basta. Basta, ma tutti insieme. Dal nord al sud, un coro che sembri una voce sola. Siamo stufi. Stufi di tutto, stufi di leggi ignobili, stufi delle stesse facce che si alternano da 20 anni, stufi di sentirci fare false promesse (da una parte e dall’altra). Stufi.
Bisogna alzare la voce. Siamo una nazione democratica in cui il popolo dovrebbe ancora avere valore. E allora il popolo si faccia sentire e vedere, per una buona volta, unito per uno scopo comune. Senza pensare a chi è di destra, di centro o di sinistra. E’ ora di finirla. E pazienza se l’alternativa sia una figura forte che imponga un regime diddatoriale, se serve quello ben venga. Abbiamo dimostrato che non siamo capaci di gestirci con la presunta libertà che ci è stata promessa (ma mai concessa del tutto), hanno dimostrato che fino ad ora nessuno è stato capace di gestirci in maniera democratica. Meritiamo di più. E il di più che ci meritiamo andiamo a prendercelo, con la forza se serve. Forza ideologica e non fisica.

Faccio un esempio assurdo, nell’ambito calcistico che mi è tanto caro. La Roma ha acquistato il calciatore Adriano per le prossime stagioni. Stabilito il compenso, è stato scritto che se il giocatore si abbandonerà ad atteggiamenti equivoci (discoteche, stati di ubriachezza, ecc) il contratto potrà essere rescisso immediatamente.
Perchè nel calcio si può fare e una nazione non può farlo con il proprio governo? Tu presenti un programma e vieni eletto. Benissimo, si stabilisce un periodo in cui devi portare a termine ciò che dichiari nel programma. Se non lo fai, sei fuori. Cade il governo e tu non ti puoi più ripresentare come candidato, in nessuno schieramento e in nessun caso. Mai più, hai fallito e hai finito.
Da noi invece serve sempre tempo. Si fanno i programmi, passa il tempo e dopo anni e anni ci sentiamo dire che serve tempo, ancora più tempo. Praticamente il tempo non basta mai e le promesse non vengono mai mantenute.

Adesso però il tempo a disposizione deve finire. Le cose non sono andate come si sperava ed è ora di cambiare.

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