Mattanza di balene sulle isole Far Oer

Pier
24 lug 2010

Se volessimo parafrasare una canzone, giusto per dare una colonna sonora a questo intervento, potremmo usare quella di Daniele Silvestri, le cui strofe potrebbero fare così

La “mattanza” è una danza
Che si balla nella latitanza
Con prudenza
E eleganza

e poi continua, ma preferisco non andare oltre perchè non volevo trovare uno spunto divertente per questo post. Tutt’altro.

A Klaksvik, nelle isole Far Oer, terre che si conoscono perchè ci ha giocato l’Italia qualche tempo fa nel percorso di qualificazione ai mondiali di calcio, si è compiuto un vero e proprio massacro di balene pilota, tra le quali parecchie erano femmine gravide. Sono stati 236 gli esemplari ad essere stati intrappolati in una baia e poi brutalmente sgozzati.

Gli abitanti di quel posto quasi sperduto considerano la mattanza delle balene una tradizione irrinunciabile tanto che non si fanno alcun tipo di problema a portare anche i bambini ad assistere a quel terrificante spettacolo. Ma quello che fa più specie è il modo che viene impiegato per compiere un tale massacro: le balene vengono imprigionate e sgozzate con coltelli, arpioni e lame affilate. Per fortuna questa volta qualcuno ha potuto documentare questo macabro evento, Peter Hammarstedt, che si è finto uno studente in vacanza ed è andato a Klaksvik per fotografare quanto stesse succedendo. Le immagini sono a dir poco raccapriccianti ma, per quanto forti, sono sicuramente meno raccapriccianti del comportamento umano che non ha e non può ammettere giustificazioni.

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Balena pilota con il suo piccolo, lasciato morire sulla banchina

Credo sia giusto pubblicare almeno una foto, per le altre vi rimando alla galleria del Corriere della Sera, per far leva sull’impressionabilità di chi passerà di qua. Perchè è giusto impressionarsi ed è giusto provare ribrezzo non per la foto ma per il coraggio dimostrato dagli abitanti di quelle insignificanti isole. Certi comportamenti dovrebbero essere non solo vietati, perchè tanto ormai lo sanno tutti che i divieti sono fatti solo per un atto pubblico, non per un reale interesse, ma soprattutto dovrebbero essere puniti in maniera esemplare. E non bastano le giustificazioni di sorta sul fatto che sia una tradizione popolare. E’ una tradizione terribile e va abolita. Punto e basta.

Altrimenti qualcuno potrebbe far partire, come tradizione, la mattanza di coloro i quali si macchiano di comportamenti simili, contro le balene o contro i delfini in Giappone. Una tradizione identica, intrappolarli e sgozzarli, senza pietà. Ma a quel punto tutto il mondo insorgerebbe mentre qui ci si limita all’indignazione che ormai fa parte della vita di tutti i giorni. I politici, in tutto il mondo, quando non hanno voglia o interesse per una certa cosa, per evitare di apparire impopolari esprimono la loro indignazione. Così fanno sembrare di essere vicini al problema quando invece sono ancora più lontani.

Dovrebbero essere introdotte punizioni esemplari, sia per chi commette certi atti sia per chi si indigna, senza mai far valere la posizione che occupa. Perchè di immagini come quella qui sopra non dovrebbero più vedersene!

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