La Lega, che a Vigevano ha vinto le elezioni comunali, facendo insediare un sindaco che la maggior parte della popolazione reputa incapace e un consiglio comunale che prende le decisioni davanti ad un fiasco di vino, sembra aver perso del tutto la Trebisonda.
Durante la campagna elettorale in cui si è schierata separata dal Pdl, ed è stato probabilmente l’unico caso in Italia in cui i due partiti hanno corso separatamente, la Lega attraverso il suo esponente poi eletto sindaco, ha ripetutamente dichiarato che, nel caso di vittoria, non avrebbe mai acconsentito all’edificazione o all’apertura di una moschea a Vigevano.
Inutile sottolineare i grandi consensi ottenuti dalle camicie verdi, che alzavano i loro bicchieri e i loro fiaschi di vino alla salute del candidato sindaco.
Sono passati pochi mesi dal ballottaggio e ora, il sindaco, dopo qualche tentennamento, sembra aver cambiato idea. Il “no” convinto verso la costruzione della moschea è diventato prima un “ni” e ora quasi un “si”.
E il gruppo di avvinazzati esultanti, cosa dice? Non è dato a sapere.
Ma il programma della campagna elettorale con cui uno viene eletto, va rispettato o forse è giusto cambiare le carte a gioco in corso? Non è forse vero che promettendo una cosa e agendo in maniera contraria si prendono per i fondelli non solo i sostenitori ma anche quelli che la Lega non la possono sopportare?
Ma soprattutto, ai vigevanesi piace essere presi in giro? Ci sono state campagne discriminatorie contro l’avversario politico del Pdl per la sua coalizione con la destra e la sinistra, additandolo di poca serietà e di un morboso attaccamento alla poltrona e ora, coloro i quali avrebbero voluto essere considerati i paladini della linearità di pensiero si contraddicono e contraddicono un programma elettorale attraverso il quale si sono fatti eleggere.
Già è abbastanza ripugnante votare per un partito come quello del Carroccio, il cui leader e i suoi seguaci possono permettersi di fare da ago della bilancia e tenere praticamente sotto scacco l’Italia senza che si capiscano una volta le loro intenzioni, ma quando ci si trova di fronte ad un atteggiamento così contraddittorio, si capisce che al peggio non c’è mai fine.
Purtroppo la voce di quelli contrari, per quanto possa essere alta, non sarà mai sufficientemente imponente da poter sbarrare la strada ad infauste decisioni, ma se davvero venisse allo scoperto l’intenzione di aprire una moschea, bisognerebbe sottoporre tutto il consiglio comunale al test dell’etilometro e verificare che non siano sotto effetto di qualche sostanza stupefacente.
E comunque, in ogni caso, non glielo si dovrebbe permettere, in nessun caso. Non tanto per le contraddizioni del programma ma perchè a Vigevano una moschea NON deve esistere!
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