Giorni di mare

Pier
16 ago 2010

Anche in vacanza riesco a navigare, non perchè sia al mare e non perchè abbia una barca, ma perchè proprio all’ultimo, prima di partire, sono riuscito a recuperare la tanto sospirata chiavetta per navigare sul web, la internet-key di Vodafone. Ci hanno messo due ore per potermela consegnare, ma alla fine ce l’hanno fatta e ora posso collegarmi ovunque.

Sono al mare, per qualche giorno. Stesso posto dello scorso anno ma appena più spostato, diciamo una decina di metri verso sud. Il tempo non è dei migliori, sabato ha piovuto praticamente tutto il giorno, ieri il cielo era nuvoloso e oggi, finalmente, si è visto qualche spicchio di sole e sono riuscito anche a sentire la temperatura del mare, per altro gradevole, dopo le gigantesche onde dei giorni scorsi.

Ma non è solo il tempo ad essere nuvoloso variabile, ma fondamentalmente anche il mio umore. Lo tengo a galla a fatica, nuotando con tutte le forze per non scendere sotto il livello di guardia.
Avevo promesso, anzi, mi ero promesso di staccare la spina e concedermi giorni di totale relax, ma in fondo sapevo bene che sarebbe stato difficile staccare del tutto, sarebbe stato difficile non portarmi dietro l’io da cui volevo separarmi e impossibile dimenticare tutti i problemi lasciati a casa.

E così si ripresentano, immancabilmente, uno dopo l’altro, in rigoroso ordine. Come delle scadenze bancarie che bisogna pagare senza poter chiedere nemmeno una deroga.
A partire dal luogo e dal circondario. Avevo un’incredibile voglia di rivedere gli amici del mare, ma forse non è stata la scelta migliore per il morale. Non per loro, ci mancherebbe, che sono persone fantastiche, tanto da non poterli nemmeno considerare amici ma quasi fratelli. Sono i ricordi legati a questo luogo a far annuvolare i miei pensieri. Passare tutti i giorni accanto alla piazzola dell’anno scorso inevitabilmente mi riapre i pensieri e con questi le recenti ferite che però è bene affrontare per evitare che facciano più male con il passare del tempo.

E le strade, i locali, le spiaggie, il panorama. Tutto. L’avevo immaginato ed in effetti sta andando proprio come avevo pensato. Non dico che sia difficile affrontare queste situazioni, ma di sicuro non è nemmeno facile. Ma alla fine, la soluzione migliore è, come dicono da queste parti di “battersene il belino” oppure, molto meno volgarmente, tirare un lungo respiro, ma lungo lungo, ed espirare rumorosamente. Così scarico le tensioni e abbatto gli accenni d’ansia che si affacciano. E questo questo non basta, ho la fortuna di avere intorno persone speciali come Max, Betta, Simone, Simona, Rita, Tony e anche Daniela e Marco oltre a mia sorella e Sergio. E anche Roberto, che comunque mi strappa un sorriso con il suo classico “Ah, sei sveglio?” detto con pronunciato accento torinese.

Proprio Roberto, che l’anno scorso mi ha tanto tormentato con la sua presenza, quest’anno sembra avermi dimenticato. Un paio di saluti, due o tre parole, ma niente di più. Per fortuna.

Gli amici vogliono tutti che mi fermi qui almeno fino a domenica per rivivere un weekend tutti insieme, ma sono combattuto sul da farsi. Per diversi motivi. Soldi, prima di tutto: sono partito con i soldi per qualche giorno, non per una settimana intera. Lavoro: già mi cercano per sistemare qualche cosa e non so quanto potrò riuscire a rimandare il dovere. Pensieri: c’è un problema che mi pesa, che non posso risolvere ma che comunque mi crea qualche turbamento. E in ultimo, venerdì avrei i vicini di casa che non vorrei rivedere, per evitare di rovinarmi e rovinare loro le giornate, per evitare di dover affrontare altri nuove nostalgie. Quindi non lo so. Vorrei tanto restare quanto tornare. Deciderò nei prossimi giorni, in base al tempo e all’umore.

Domani ancora mare, spiaggia e relax. Poi credo mi concederò una gita. Da qualche parte, nell’entroterra o sulla costa, per vedere e fotografare qualcosa di diverso dal solito panorama. Avrei voluto vedere Bedonia che, dopo aver visto le foto di un blogger, mi ha incuriosito ma è un po’ distante da dove sono. Magari l’attraverserò sulla via del ritorno. Anche in questo caso deciderò magari domani, visto che dovrò valutare anche la presenza di mia sorella, Sergio e del figlio che, per quanto sia piccolo e innocente, è un rompiballe. E non avrei voglia di sentire, ad ogni chilometro la solita domanda “Quando arriviamo?”.

Ora mi ritiro a meditare tra un paio di cuscini e un soffice materasso e rimando a domani ogni altro pensiero. Buonanotte.

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