Ti svegli e controlli la posta sull’iPad, con un’applicazione. Mentre fai colazione ti fai un giro su Facebook, su Twitter e sul New York Times, e sono altre tre applicazioni. Mentre vai in ufficio, ascolti un podcast dal tuo smartphone. Un’altra applicazione. Al lavoro, leggi i feed RSS e parli con i tuoi contatti su Skype. Altre applicazioni. Alla fine della giornata, quando sei di nuovo a casa, ascolti musica su Pandora, giochi con la Xbox, guardi un film in streaming su Netflix. Hai passato l’intera giornata su internet, ma non sul web. E non sei il solo.
Questo è l’incipit di un interessante articolo che ho letto questa sera navigando sul web (guarda caso) scritto da Chris Anderson, direttore della popolare rivista americana Wired, che ha annunciato in maniera molto provocatoria la morte del web.
E’ vero quello che viene citato, chi utilizza smartphones o tablets naviga su internet senza nemmeno passare dal web, dove per web si intende accesso alla rete tramite browser (Firefox, Explorer, Chrome, Opera) grazie a tutte le applicazioni che sostituiscono i programmi di navigazione e che consentono di accedere comunque alla rete.

I dati su cui Anderson basa la sua tesi sono forniti da Cisco che evidenziano:
Ma il web è davvero morto?
Io credo di no, almeno non ancora. Probabilmente sono cambiati alcuni aspetti nel corso degli anni e tante cose cambieranno ancora nel futuro prossimo, ma il web offre talmente tante possibilità e ha ancora talmente tante potenzialità da ritenere decisamente prematuro un annuncio del genere.
E in mio aiuto viene anche la riflessione di Boing Boing in cui viene rielaborato il grafico di Wired secondo uno studio forse più veritiero riguardo l’argomento.

Utilizzando gli stessi colori del precedente grafico (volutamente) Boing Boing dimostra che l’utilizzo del web è in crescita. E’ senz’altro vero che è molto evidente la crescita vertiginosa dei video, ma questi passano quasi sempre attraverso un browser di navigazione, quindi il tutto porta a confutare la tesi iniziale. Il web non è morto, ma sta bene. Sta solo cambiando l’orizzonte.
E’ scontato che tanta gente usi Facebook o Twitter su uno smartphone, ma è ancora presto poter pensare che un dispositivo mobile come iPhone o iPad (tanto per citare due nomi) possano sostituire in tutto e per tutto un computer. Intanto per i costi che la navigazione tramite dispositivi mobili comporta (e l’Italia è un esempio) e poi per la comodità che comunque un computer può offrire e che, al momento, è difficilmente equiparabile ad altro.
Probabilmente ci si trova di fronte ad un momento di transizione dove tanti sono affascinati dalle applicazioni che vengono proposte nei vari shop (AppStore, Ovi Store…) e quindi tutti si orientano verso quel tipo di soluzione fino a che non si stancheranno e torneranno al tradizionale. Un ciclo naturale, come in tutte le cose.
Io stesso uso iPhone per Facebook e Twitter, quando sono lontano da casa. Uso app per cercare numeri di telefono, orari dei treni, voli aerei, quando sono lontano da casa. Quando sono alla scrivania, uso il mio computer e non c’è soluzione migliore: trovo tutto, leggo tutto e posso spaziare da un continente all’altro nell’arco di qualche secondo, senza dover sperare nella copertura di rete o in qualche access point wifi aperto. Dello stesso parere risultano essere anche i partecipanti al sondaggio lanciato da Repubblica sull’argomento: su 2393 votanti, il 73% non ama le applicazioni e continua a privilegiare la navigazione tradizionale, mentre solo il 4% dichiara di utilizzare le app per via della loro semplicità e funzionalità.
Il futuro sarà probabilmente una via di mezzo, tra applicazioni e navigazione, con una sorta di parità tra le due tendenze, ma per ora il web è ancora vivo e vegeto, respira e sta bene. E ci consente di arrivare dove non saremmo mai arrivati, talvolta senza sapere nè come nè perchè.
Commenti Lasciati