La Vigevanese no, per favore!

Pier
26 ago 2010

Qualche sera fa, prima della settimana al mare, ho cercato di sfogare un po’ lo stress dopo il lavoro andando a fare una lunga camminata in giro per Vigevano, auricolari nelle orecchie, per cercare di rilassarmi un po’ e iniziare a mettere qualche base per le corsette che ho in programma di iniziare quando terminerà questo gran caldo. Un giro di 5 km a piedi, attraversando mezza città.

Di solito, quando compio questi percorsi, cerco di concentrarmi sia sulla musica sia sulla velocità di marcia, per migliorarmi sera dopo sera e raramente mi distraggo, guardandomi intorno, salvo che la mia attenzione venga richiamata da qualcosa di eclatante. Proprio come qualche sera fa. Lungo il mio tragitto ho percorso il viale che costeggia la piazza del mercato che da ragazzino frequentavo per via di una bancarella gestita da un mio caro amico. Alzo lo sguardo dall’asfalto per guardarmi intorno e vedere cosa sia cambiato nel corso degli anni, perchè a parte qualche rara capatina al mercato, difficilmente percorro quella strada, nemmeno per sbaglio.

Dove la strada principale termina con una T, a sinistra, all’angolo di una via secondaria, c’era una pizzeria una volta. Si chiamava “La Lanterna” e qualche volta mi è capitato di fermarmi a mangiare una pizza, soprattutto quando andavo a scuola. Non mi ricordo come si mangiasse, ma non credo fosse il massimo. Tra l’altro, per quanto mi ricordi, mi sembrava anche molto piccola. Comunque ora non c’è più. Passando lì davanti ho notato che sono cambiate le vetrate, è cambiata l’insegna e mi sono fermato a guardare. L’insegna attuale recita, più o meno “Macelleria Vigevanese”. Niente di strano, sembrerebbe. Se non fosse per il resto delle scritte, in arabo. Specialità arabe però è scritto in italiano.

Lasciando perdere i discorsi di intolleranza, che significato ha intitolare un esercizio arabo con il nome “Vigevanese”? Cosa può esserci di vigevanese in una macelleria araba?
Sicuramente non è un fatto di integrazione, perchè chi la gestisce può essere più o meno integrato a prescindere dal nome del negozio. Ma perchè esagerare così?

Io, da italiano, non mi permetterei mai di aprire un negozio di qualsivoglia natura, per esempio una macelleria, e chiamarla “Macelleria del Cairo” o “Macelleria Baghdadese” vendendo prodotti tipici italiani. Ma non è solo una questione di razzismo, ma di rispetto verso gli altri. Chiamare una macelleria araba “Vigevanese” mi sembra una presa in giro o addirittura anche una sorta di sfida.

Quelli che hanno accettato la denominazione avrebbero dovuto pensarci prima di rilasciare l’autorizzazione oppure dovrebbero pensarci da ora in avanti perchè va bene tutto, ma così si offendono anche le nostre tradizioni!

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3 Commenti

  1. Peter

    Ma perchè non pensi a trovarti una nuova ragazza e lasci perdere queste cazzate da xenofobo impenitente?

  2. Tu invece pensa a farti i cazzi tuoi.

  3. NiCk

    Concordo pienamente con ciò che dici! Buon Anno Pier!

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