Di fragile Costituzione

Pier
7 nov 2010

Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

No, non è vero. Almeno, non più. E’ più probabile che sia fondata sul cazzo perchè da destra a sinistra, tra prostitute, trans e gay sembra non si vogliano far mancare nulla. E sembra che sia quello il principio su cui è fondato il nostro paese, attualmente. Ma sicuramente non è più fondata sul lavoro.

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Probabilmente i diritti del popolo italiano sono cambiati senza che nessuno abbia avvertito nessuno e questi diritti non sono più tanto inviolabili. E poi non è vero: se sei un singolo non conti nulla, se sei un gruppo sei pericoloso e s’impegnano per farti tornare singolo, così ancora non conti niente.

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Mpfhhh…mphffffff…AHAHAHAHAH!
Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge è la barzelletta del secolo. Senza distinzione di sesso, razza, lingua ecc… è un’altra solenne cazzata.
Come tutto il resto. La Repubblica dovrebbe rimuovere gli ostacoli che…e invece ogni giorno erige muri altissimi da scalare affinchè tutti i cittadini non siano mai uguali.

Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Davvero? Come mai abbiamo quasi più disoccupati che lavoratori? Come mai un cittadino che vuole lavorare non riesce perchè l’Italia non offre le possibilità che decanta nell’articolo?

Potrei andare avanti con gli altri articoli, ma potrebbero accusarmi di vilipendio alla Costituzione. Visto che siamo tutti uguali davanti alla legge, io scrivendo 4 righe rischio l’accusa mentre chi dovrebbe rappresentare la Repubblica e ruba, frega, tradisce e illude non rischia nulla. Quindi mi fermo qui.

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