Vale sia in casa che sotto casa, come nel mio caso. Vado ad illustrare.
“Sei fortunato, tu, che lavori sotto casa!” è una delle frasi che mi sento ripetere più spesso da chi mi conosce, come amico o come cliente. Perchè, a loro dire, evito il traffico della mattina, lo stress dell’auto, gli spostamenti in cui, nelle ore di punta, si perdono minuti preziosi e anche tanta pazienza. Vero, verissimo. Non è assolutamente un’aspetto che rifiuto, ma ce ne sono tanti altri che mi fanno pensare il contrario.
Molte volte lavorare in casa, avere l’ufficio in/sotto casa, può trasformare le giornate in un terribile e noiosissimo incubo.
1) Orari. Quando lavori in casa, fondamentalmente non hai orari di chiusura. Sai quando inizi, ma non sai quando finisci. E, in un modo o nell’altro, non riesci mai a staccare completamente la spina. Sei in casa, sei in ufficio, quando non hai niente da fare, quando la tv o un libro non riescono a catturare la tua attenzione, c’è il computer e quel lavoro che ti chiama a gran voce. Finisce che ti ritrovi a mezzanotte a lavorare su un progetto solo per far passare il tempo. Sicuramente con un impegno minore del dovuto, ma intanto ci lavori.
2) Amici e parenti. Sono importantissimi e vogliamo loro un gran bene. Ma quando si lavora in/sotto casa è bene non farlo sapere, almeno non direttamente, tanto prima o poi lo scopriranno. Il perché é molto semplice: sapendo che vi potranno trovare a qualsiasi ora, diventerete il loro interlocutore preferito. Se lavoraste da un’altra parte avrebbero qualche scrupolo nel disturbare, ma lavorando da casa penseranno che potete gestire il vostro tempo come meglio credete e che quindi potranno contare sulla vostra partecipazione quando non avranno nulla da fare, quando saranno in mezzo al traffico o nella loro pausa caffè. Non si e vi porranno nemmeno la domanda “Disturbo?” perché daranno per scontato che non é così.
3) Forum, chat e social network. All’inizio saranno la vostra ancora di salvezza, soprattutto i forum in cui vi iscrivete per trovare la soluzione ad un problema. Ma finiranno per inghiottirvi nel loro interminabile buco nero. Una discussione genera un’altra discussione e si prosegue così, fino ad arrivare a perdere di vista il problema iniziale per discutere sulla vostra squadra del cuore o sulle prossime vacanze. Perché tutti i forum che si rispettino hanno delle sezioni chiamate “Bar”, “Caffè”, “Sport” in cui inevitabilmente finirete a dire la vostra opinione, lasciandovi prendere dalla discussione che si verrà a creare. Le chat e i social network invece sono ancora peggio perché lì vi rivolgete a qualche amico, a qualche conoscente e non ci sarà nemmeno l’occasione per risolvere un problema, si entra solo per svago. Cercate di resistere.
4) Aspirapolvere e campanello. Qualcuno le pulizie dovrà pur farle in casa. Se vivete da soli e le fate voi, l’aspirapolvere vi darà fastidio usarlo, ma se qualcuno lo usa al posto vostro, cercare di concentrarvi mentre avete nelle orecchie l’assordante rumore dell’aspirazione è veramente impossibile. La soluzione è quella di infilarvi nelle orecchie gli auricolari con la vostra musica preferita, ma sappiate che rischiate di non sentire nemmeno il telefono o il campanello. Che in fondo è il secondo elemento di disturbo maggiore. Se lavorate in casa e non ricevete clienti in casa, il campanello significa una scocciatura. I casi sono due: o si tratta di qualcuno del punto 1) oppure si tratta di qualche sconosciuto che vorrà vendervi un aspirapolvere simile a quello che vi darà tanto fastidio, qualcuno che vorrà convincervi a cambiare religione oppure proporvi un improbabile acquisto. Verificate sempre, prima di rispondere o affacciarvi e aprite solo al postino. Non vi porterà buone notizie, ma sicuramente sarà l’unico a non disturbarvi troppo.
5) Giochi. Non installate mai un gioco sul vostro computer. Mai! Una sera ho ritrovato “The Sims” tra i vari cd che ho e l’ho installato sul pc che uso ormai di rado, giusto per distrarmi un po’ e non lavorare. Ci ho giocato tutta sera. Poi il giorno dopo. Poi quello dopo ancora. Credo di averci perso almeno 10 giorni, contando le ore del giorno e della sera, per far raggiungere al mio “io” virtuale un grado di soddisfazione vitale migliore del mio. E mentre il suo aumentava, il mio diminuiva. Se poi avete una console, tenetela distante dal computer che usate per lavorare, altrimenti finirete per cascarci.
6) Siti web pericolosi. E con pericolosi non intendo quelli consigliati ad un pubblico adulto. Intendo quelli che al loro interno pubblicano giochi e sfide da fare con i vostri amici per misurare le vostre conoscenze geografiche o lo sviluppo delle vostre capacità mentali. Oppure ancora confronti tra chi ha la fattoria migliore o il ristorante meglio arredato (Punto 3). Purtroppo però, oltre a questi, ce ne sono altri altrettanto pericolosi come ad esempio l’innocentissimo E-Bay. Chi naviga spesso su internet e fà acquisti online passa da E-bay. Ha in mente un acquisto e si trova a sfogliare pagine su pagine di altre migliaia di oggetti che non aveva in mente di comprare, ma che catturano l’attenzione solo perchè sono in scadenza. E nella comodità delle pareti domestiche, finisce che un acquisto si possa rivelare un ottimo toccasana per vincere la noia. Allora si seguono le aste in scadenza, si osservano oggetti che non ci sono mai interessati ma che in quel momento sentiamo che ci mancano. Poi quando arriva il postino (Punto 4), dopo l’entusiasmo iniziale, ci chiediamo a cosa stessimo pensando quando abbiamo fatto la nostra offerta. Tenete sulla scrivania l’ultimo acquisto inutile. Può darsi vi serva come monito per evitare di compiere ancora una volta lo stesso errore.
Ecco, in sei sintetici punti, il motivo per cui lavorare in/sotto casa non è sempre bello e facile come lo si immagina. In conclusione, per chi voglia tentare l’avventura, posso dare un semplice consiglio: nascondetevi. Sempre, a tutto e a tutti. Solo così salverete voi stessi e il vostro lavoro!
…tutto verissimo…
l’optimum sarebbe avere il lavoro in casa quando hai voglia e a 100km quando proprio non c’è storia… ma è solo utopia, purtroppo non si può scegliere, un po come avere gli arresti domiciliari e lo sfratto nello stesso giorno…
vabbè, ma senti un po’:
dipingi ancora?
può sembrare una domanda senza senso, ma ti garantisco che avrà un senso quando mi risponderai.
un abbraccione caro.
a presto.